Fin dalla sua nascita, alla fine dell’Ottocento, il fumetto venne considerato, soprattutto in Italia, come mera forma di intrattenimento per ragazzi, privo di spessore culturale. Ma è davvero così o per molto tempo è stato sottovalutato uno strumento narrativo estremamente complesso? In che modo questa combinazione tra testo e immagine cambia il nostro modo di percepire la realtà e il racconto?
I curatori Marco Ciardi e Mariagrazia Portera, nel nuovo libro Il fumetto. Storia, filosofia, letteratura (pp. 176 € 17) — pubblicato nella collana “Estetica” da Morcelliana, in questi giorni in libreria — si pongono come obiettivo quello di colmare la mancanza di una linea di ricerca filosofica sulla “Nona arte”, dimostrando così come essa sia molto più che un prodotto di consumo e di svago.
L’indagine, arricchita da un ricco apparato iconografico — che sarà presentata in anteprima al Lucca Comics & Games 2026 in due incontri (il 28 ottobre alle ore 10.00 nell'area Level Up e il 30 ottobre alle 11.00 presso la Sala Incontri Japan Town) — coinvolge più voci di accademici ed esperti (Marco Ciardi, Andrea Mecacci, Mariagrazia Portera, Barbara Innocenti) ed utilizza un approccio interdisciplinare.
Il saggio si divide in quattro capitoli. Nel primo, si prende in esame il rapporto tra fumetto e scienza, mostrando come le teorie scientifiche non solo arricchiscano la narrazione, ma servano anche per ampliare la modalità di divulgazione scientifica. Successivamente, il focus si sposta sul punto di vista artistico, approfondendo il tema del comics sia come protagonista della Pop Art americana degli anni Sessanta sia come strumento principale per rilevare le trasformazioni sociali, culturali e artistiche. Nel terzo capitolo vengono evidenziati due aspetti fondamentali: da un lato, attraverso la prospettiva estetica il fumetto emerge come artefatto esperienziale in grado di generare nuove forme di percezione; dall’altro, quest’ultimo si fa interprete della crisi sociologica, non limitandosi solo a registrarla, ma proponendo un’esperienza inedita che modifica le coordinate spazio-temporali. Come ultimo macrotema, l’opera affronta l’adattamento a vignette dei grandi classici della letteratura, evidenziando come questo processo permetta, allo stesso tempo, di attualizzarne le dinamiche più profonde — le quali vengono proiettate verso il futuro — e di tramandare la classicità ai fini didattici.
Attraverso questo studio, che traccia una nuova linea di ricerca filosofica, estetica, culturale, il fumetto si rivela come una forma d’arte estremamente raffinata, capace di dialogare con la storia, con la filosofia, con la letteratura.
Con rigore analitico, sguardo trasversale e supporti illustrativi, il saggio dimostra come disegni e vignette rappresentino nuovi e profondi spazi di pensiero, verso una nuova filosofia del fumetto.
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