Berat (Albania), 6 ottobre 2026 - Nel cuore della viticoltura albanese, la storia e la personalità dei vini rossi si legano inestricabilmente all'identità dei vitigni autoctoni e alle peculiarità di un terroir unico. A Berat, la famiglia Çobo porta avanti un lavoro di recupero e valorizzazione enologica rigoroso, che affonda le radici nelle varietà locali per dare forma a rossi strutturati, autentici ed espressivi. Una visione fondata sul rispetto dell'ambiente e sulla custodia di un patrimonio vitivinicolo che ha ritrovato nuova linfa grazie all'impegno di tre generazioni.
VLOSH, IL ROSSO DI BERAT
Tra i vini più rappresentativi di Çobo Winery spicca il Vlosh, ottenuto in purezza
dall’omonimo vitigno autoctono a polpa rossa. In passato era presentato
soprattutto con il nome E Kuqja e Beratit (La Rossa di Berat), un richiamo al
celebre rosso di Onufri, pittore di icone del XVI secolo noto per la
particolare tonalità di questo colore. Il nome lega così il colore del Vlosh al
patrimonio artistico di Berat, un legame sottolineato anche dall’etichetta, che
riproduce una delle icone più famose di Onufri. Si tratta dunque dello stesso
vino, oggi identificato più chiaramente con il nome del vitigno. Le uve
crescono su una collina a Malas, tra i 60 e i 240 metri di altitudine, su
terreni prevalentemente calcarei. La pianura che separa i vigneti
dall’Adriatico lascia arrivare l’influenza del mare, distante circa 28
chilometri, mentre la posizione ventilata favorisce la cura delle vigne. Dopo
due settimane di fermentazione a temperatura controllata e un affinamento tra
acciaio, grandi botti di legno e barrique, il vino esprime una struttura importante
e note di mora selvatica, ciliegia e flora spontanea. «La collina è sempre
ventilata: questo ci aiuta nella cura delle vigne e ci permette di limitarci a
quattro o cinque trattamenti all’anno. In passato mettevamo in primo piano il
nome E Kuqja e Beratit; oggi usiamo soprattutto Vlosh, perché è più immediato e
rappresenta in modo schietto la matrice originaria di questo vitigno. Per noi
il Vlosh non è solo un vino, ma l’espressione più limpida e sincera della
nostra terra, capace di portare nel calice la freschezza del vento e la forza
del suolo calcareo di Berat», spiega Muharrem Çobo, proprietario della
cantina.
KASHMER / UN BLEND NATO DALL’INCONTRO TRA VITIGNI LOCALI E INTERNAZIONALI
La visione stilistica di Çobo Winery trova un’altra espressione nel Kashmer,
blend il cui primo impianto risale al settembre 2000. Il cuore del vino è lo
Shesh i Zi, storico vitigno autoctono a bacca rossa presente in azienda fin dai
primi anni Novanta, affiancato da Cabernet Sauvignon e Merlot. I vigneti si
trovano a Malinat, tra i 350 e i 400 metri di altitudine, in un’area su cui
incidono la presenza del Monte Tomori (2.416 m) e le correnti adriatiche. Lo
Shesh i Zi apporta speziatura e note di visciola, mentre i vitigni
internazionali contribuiscono alla morbidezza e alla struttura. L’affinamento
tra grandi botti, barrique e bottiglia accompagna l’incontro tra radici locali
e gusto contemporaneo. Oggi sono tre le generazioni della famiglia Çobo
coinvolte nella vita della cantina: un patrimonio di esperienze, conoscenze e
valori che si rinnova nel confronto quotidiano tra passato, presente e futuro.
Una continuità familiare che significa custodire quanto è stato costruito, ma
anche sperimentare, investire nella qualità e offrire una lettura contemporanea
dell’identità vitivinicola albanese. «Il Kashmer è nato un po’ per caso. Non
siamo partiti con l’idea di creare un taglio bordolese: abbiamo provato a unire
Cabernet e Merlot allo Shesh e il risultato ci è piaciuto. Insieme danno al
vino maggiore pienezza e complessità aromatica, mantenendo un buon equilibrio.
Con il tempo, il Kashmer è diventato il nostro rosso storico, un ponte tra la
tradizione autoctona e un gusto contemporaneo, che sintetizza perfettamente lo
spirito della nostra famiglia e la voglia di continuare a sperimentare senza mai
perdere la nostra anima», conclude Muharrem Çobo.
Una storia di passione e territorio che sintetizza l’anima della nuova
viticoltura albanese: vini capaci di guardare al futuro senza mai staccarsi
dalle proprie radici.
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