POLICY

IT - Il network di Stefano Donno e I Quaderni del Bardo Edizioni è un Open Space Laboratoriale di ricerca e progettazione con AI (inclusi Gemini e modelli affini). I contenuti sono prodotti con supporto di intelligenza artificiale sotto supervisione, verifica e responsabilità editoriale umana. L'uso di AI è trasparente, etico e finalizzato a migliorare creatività, ricerca e qualità editoriale. EN - The network of Stefano Donno and I Quaderni del Bardo Edizioni is an Open Laboratory Space for research and design with AI (including Gemini and related models). The contents are produced with the support of artificial intelligence under human supervision, verification, and editorial responsibility. The use of AI is transparent, ethical, and aimed at enhancing creativity, research, and editorial quality.

Il banner tradizionale è morto. La tua brand awareness merita molto di più di uno spazio ignorato

Il banner tradizionale è morto. La tua brand awareness merita molto di più di uno spazio ignorato. Nel 2026, la pubblicità online non è più una questione di semplici impression o click casuali: è una questione di ecosistema, autorevolezza e connessione reale con un pubblico altamente profilato e critico. Benvenuti nel Web 3.0 dell'informazione indipendente. Web Media Solutions & Convergenze Possibili non offrono semplici spazi pubblicitari, ma digital real estate ad alto impatto emotivo e culturale. Posizionare il tuo brand all'interno del nostro network significa intercettare una community nativa digitale, pensante, attiva e fedele, che cerca qualità e non rumore di fondo. 🚀 Perché i brand scelgono di esserci: Visibilità Selettiva e di Elite: Niente traffico artificiale o bot. Solo utenti reali, altamente coinvolti e pronti a recepire il valore del tuo marchio. Posizionamento Autorevole: Associa la tua azienda a un polo di innovazione culturale, media e dibattito indipendente che anticipa i trend del futuro. Coinvolgimento Multipiattaforma: Un’integrazione nativa tra web, contenuti editoriali e canali video che trasforma la pubblicità in un’esperienza memorabile. I posti per i partner strategici di questo trimestre sono rigorosamente limitati per garantire la massima esposizione a ogni singolo brand. Se la tua azienda ha una visione lungimirante e vuole distinguersi nel panorama digitale contemporaneo, non comprare semplice traffico: acquista uno spazio nella mente del tuo target. 📩 Fai il passo successivo: I brand interessati a riservare uno spazio esclusivo possono richiedere il media kit e le tariffe scrivendo direttamente a: forum.convergenzepossibili@gmail.com

BUZZ GOD - T MAGNET

Buzz God PRO

Il motore del traffico intelligente per il tuo Blog

Inizializzazione del sistema in corso... Analisi dei dati e delle tendenze in tempo reale...

Trend & Articoli Correlati 🔴 LIVE

Caricamento delle tendenze e analisi SEO in corso... 🚀

Assistente Virtuale del Blog 💬

Benvenuto! Sono l'assistente virtuale di questo blog. Conosco tutti gli articoli pubblicati qui. Cosa desideri leggere oggi?

mercoledì 30 settembre 2026

Accademia del Cinema dei Ragazzi di San Pio: giunta approva progetto di adeguamento dello spazio all'aperto per spettacoli con capienza di mille spettatori

 Su proposta dell’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, la giunta ha approvato il progetto esecutivo di adeguamento dell’hub di innovazione sociale “Accademia del Cinema dei Ragazzi”, negli spazi dell’ex scuola Moro di San Pio, per lo svolgimento di attività di pubblico intrattenimento in struttura all’aperto.

L’intervento, finanziato con fondi del civico bilancio per un importo complessivo di 170mila euro, prevede l’adeguamento dell’attuale palco e l’allestimento degli spazi esterni per il pubblico, con la predisposizione di posti a sedere, e dei relativi impianti di supporto, al fine di consentire l’organizzazione di spettacoli cinematografici, teatrali o musicali. Il progetto di adeguamento, dunque, permetterà di autorizzare manifestazioni con capienza massima di 1.000 spettatori, che si svolgeranno all’esterno, nella duplice configurazione con posti a sedere o con posti in piedi.

L’area per lo svolgimento delle manifestazioni è individuata nel vecchio campo multifunzionale di pallacanestro/pallavolo che occupa una superficie complessiva, compresi gli spalti, di 843 metri quadri. Le gradinate, realizzate su entrambi i lati lunghi del campo, hanno una capienza di 352 posti a sedere. Sul campo, il “parterre”, troveranno spazio 596 posti a sedere: la capienza totale massima sarà dunque di 948 persone sedute, o, in alternativa, fino a 1000 posti anche in piedi.

L’area esterna, al termine dell’intervento, sarà quindi attrezzata come di seguito indicato:

•⁠ ⁠gradinate laterali in grado di ospitare sino a 352 posti a sedere, già esistenti, da riqualificare;

•⁠ ⁠sedie mobili, suddivise in settori, in grado di ospitare sino a 596 persone (saranno acquistate sedie monoscocca ignifughe in polipropilene agganciabili tra loro in modo da creare una platea organizzata);

•⁠ ⁠palco per artisti o per lo schermo di proiezione, già allestito, che sarà dotato di un nuovo impianto motorizzato per una più rapida installazione di luci e altoparlanti sul ring superiore;

•⁠ ⁠blocco di quattro servizi igienici, di cui uno accessibile alle persone con disabilità, da realizzare ex novo, con nuovi allacci, recinzione e illuminazione.

In un locale dell’adiacente ex plesso scolastico sarà, inoltre, assicurato il servizio di primo soccorso in loco.

Particolare attenzione è stata riservata al superamento della barriere architettoniche: la prima fila di sedie sarà, infatti, destinata a ospitare i posti riservati alle persone con capacità motoria ridotta. Negli spazi esterni, invece, sarà previsto un percorso con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con capacità motorie ridotte e che assicuri loro una fruibilità diretta delle attrezzature, dei parcheggi e dei servizi. Quando il percorso pedonale è adiacente alle zone non pavimentate, sarà realizzato un ciglio di immediata percezione, grazie all’ausilio di un bastone, sia visiva sia acustica. Nelle aree di parcheggio, infine, sono previsti posti auto riservati ai veicoli al servizio di persone con disabilità.

In tema di sicurezza, il progetto ha ottenuto il parere favorevole dei Vigili del Fuoco e comprende un impianto di illuminazione di emergenza, segnaletica di sicurezza, mezzi di protezione ed estintori.

“L’intervento di adeguamento degli spazi esterni dell’Accademia rappresenta l’ultimo tassello della riqualificazione complessiva di un polo culturale, sociale e di formazione, oltre che un prezioso presidio di socialità e legalità, nevralgico per il Municipio V come per l’intera città - commenta Domenico Scaramuzzi -. Si tratta di lavori che completano un percorso già avviato da tempo, che ha visto lo scorso anno potenziare gli allestimenti e le dotazioni tecnologiche dell’Accademia, con la realizzazione di una nuova tribuna telescopica motorizzata.

Oggi proseguiamo con convinzione lungo questa strada, immaginando un’Accademia del Cinema dei Ragazzi sempre più aperta, inclusiva e attrattiva ben oltre i confini della città”.

“L’Accademia rappresenta un luogo davvero speciale, in cui ragazzi e ragazze provenienti da tutta la Puglia possono frequentare un percorso biennale per diventare professionisti del cinema, completamente gratuito perché sostenuto dall’Accademia stessa e dal Comune di Bari - spiega l’assessora alle Culture Paola Romano -. Oltre ai corsi, l’Accademia offre moltissime attività, come servizi per i bambini e per le donne del quartiere San Pio, diventando luogo di incontro e confronto tra generazioni e persone, unite dalla passione per il cinema. Grazie all’Accademia tanti giovanissimi riescono a realizzare i loro sogni, anche se provengono da contesti non sempre facili: qualche giorno fa, a conclusione del percorso biennale, abbiamo consegnato ad alcuni di loro i diplomi e ho scoperto, con grande orgoglio, che molti dei neodiplomati hanno già iniziato a lavorare sul set della serie ‘I casi dell’avvocato Guerrieri’.

Con questa ultima tranche di lavori ampliamo ulteriormente il respiro delle attività dell’Accademia, che merita di diventare sempre più, per vocazione e impegno, un grande polo di produzione culturale, musicale, teatrale e cinematografica”










BERGAMO INFO

 

Ultime Notizie - L'Aggregatore Ufficiale

Notizie in Primo Piano

Scopri gli ultimi aggiornamenti e gli approfondimenti dal nostro network.

Elenco delle notizie

Recupero delle ultime notizie in corso...

© Aggregatore Notizie. Tutti i diritti riservati.

Privacy Policy | Contatti

BERGAMO NEWS

 

Notizie in Primo Piano

Gli ultimi aggiornamenti e approfondimenti selezionati per te.

Recupero delle ultime notizie in corso...

© - Servizio Aggregatore News.
Le notizie appartengono ai rispettivi autori ed editori.

Scuola in ospedale, oltre 60.000 studenti coinvolti. La sfida della formazione dei docenti

 Un fenomeno in costante evoluzione che coinvolge decine di migliaia di studenti con condizioni di salute che possono compromettere la regolare frequenza scolastica. La continuità educativa non è solo un servizio, ma un obbligo di giustizia sociale: le istituzioni rispondono con i nuovi percorsi di alta formazione. In prima linea l’Unicusano con un suo master dedicato.

 

Non c’è cura medica che possa dirsi completa se a un bambino o a un adolescente viene negato il diritto fondamentale allo studio e alla socialità. È questa l'istantanea, scattata da Unicusano, che emerge sul fronte della scuola in ospedale e dell’istruzione domiciliare, un fenomeno di vaste proporzioni che coinvolge decine di migliaia di studenti in Italia.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all'anno scolastico 2022/2023, 59.226 studenti hanno usufruito della Scuola in Ospedale, con il coinvolgimento di 955 docenti, mentre 2.067 studenti hanno usufruito dell’Istruzione Domiciliare. Numeri imponenti che fotografano una realtà preoccupante: dietro queste cifre vi sono situazioni molto diverse per patologia, durata della degenza e condizioni personali, nelle quali la continuità scolastica contribuisce a mantenere il legame dello studente con il proprio percorso educativo e con il contesto di appartenenza.

Il fenomeno: quando la corsia diventa un’aula scolastica

Insegnare tra le corsie di un ospedale o tra le pareti domestiche non ha nulla a che spartire con la didattica tradizionale. Come evidenziato nella IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica svoltasi di recente a Roma, la continuità educativa rappresenta una questione imprescindibile di giustizia sociale.

Tuttavia il sistema vive profonde contraddizioni, come spiega la professoressa Elisabetta Faraoni, ideatrice insieme alla collega Rita Minello del Master Unicusano in “La Scuola in Ospedale e l’Istruzione Domiciliare”. “Permangono differenze territoriali nell’organizzazione e nell’accessibilità dei servizi, che rendono particolarmente importante rafforzare il coordinamento tra scuola, sanità e territorio: i servizi di istruzione domiciliare e ospedaliera faticano a garantire standard uniformi”. “Accanto alle patologie oncologiche e croniche - continua la docente -, la Scuola in Ospedale e l’Istruzione Domiciliare possono riguardare condizioni cliniche di diversa natura che, nei casi e secondo i requisiti previsti, impediscono temporaneamente la regolare frequenza scolastica”. A questo si aggiunge un’altra criticità, legata alla formazione. “La formazione specifica rappresenta uno dei nodi centrali: insegnare in ospedale o a domicilio richiede competenze pedagogiche, didattiche e relazionali che devono essere sostenute attraverso percorsi formativi mirati”, sottolinea la Faraoni.

Per l’Unicusano la specificità del contesto richiede competenze per adattare tempi e modalità dell’intervento didattico alle condizioni dello studente, lavorare in rete e mantenere chiari i confini tra responsabilità educative e competenze clinico-sanitarie. La progettazione didattica può avvalersi anche delle tecnologie digitali e di strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale, che possono contribuire a sostenere la continuità educativa e il collegamento dello studente con la classe di appartenenza.

La risposta delle istituzioni: il modello del pedagogista ospedaliero e l’alta formazione

Per colmare questo vuoto strutturale e arginare le diseguaglianze, le università e le istituzioni stanno scendendo in campo. Un punto di riferimento concreto in questa direzione è rappresentato dall’offerta formativa dell’Unicusano che, proprio attraverso il master promosso dalle professoresse Elisabetta Faraoni e Rita Minello, mira a formare una nuova generazione di professionisti.

Come spiega la coordinatrice del master, “il percorso accademico introduce e valorizza il modello del pedagogista ospedaliero, una figura di coordinamento e raccordo pensata per dialogare con i dirigenti scolastici, le famiglie, le équipe sanitarie e i servizi territoriali, contribuendo alla costruzione di percorsi educativi integrati e continuativi”. E conclude: “Fornire ai docenti una cassetta degli attrezzi interdisciplinare che unisca le scienze della formazione, la media education e le neuroscienze, non è più un’opzione ma l’unica via percorribile per garantire che il diritto allo studio non si spenga dietro la porta di una stanza d’ospedale”.





“Tarot Bar: tarocchi espressi” debutta a Napoli. Il metodo di Monica Neri diventa un’esperienza da scoprire e condividere

Nasce Tarot Bar, il progetto ideato da Monica Neri, fondatrice di Mame Ostrichina nei Quartieri Spagnoli. Il suo metodo di lettura dei Tarocchi di Marsiglia, frutto di anni di studio e pratica, prende forma in una scuola online, in uno strumento di lettura supportato dall’Intelligenza Artificiale e in un’esperienza dal vivo. L’idea è avvicinare anche chi parte da zero a un linguaggio ricco di immagini e simboli, attraverso un percorso che unisce ricerca, gioco e convivialità.

Il progetto è online dal 26 settembre 2026, con la scuola digitale e gli strumenti di esercitazione, e negli spazi di Mame Ostrichina, primo luogo a dare forma fisica a Tarot Bar.

La scuola online è il cuore formativo del progetto. Per Monica Neri, i Tarocchi di Marsiglia sono un codice iconografico: un linguaggio fatto di immagini, simboli e dettagli da osservare e mettere in relazione. La sua ricerca attinge anche a tradizioni come l’Ermetismo, la Kabala e l’Astrologia, ma il percorso non richiede conoscenze pregresse. Si comincia dalle carte, da ciò che si vede e dalle domande che le immagini suscitano.

Anziché imparare a memoria significati già pronti, gli studenti avanzano attraverso esercizi interattivi. Osservano i particolari, individuano le relazioni tra le carte e affrontano un passaggio alla volta. Se un esercizio non viene completato secondo i criteri previsti, il programma invita a riprovarci prima di procedere: una modalità di apprendimento che prende spunto dal gioco e trasforma lo studio in una sequenza di prove e scoperte.

Dietro questo percorso c’è un algoritmo proprietario di esercitazione. Monica Neri ha definito le regole di lettura, i criteri di osservazione e la progressione degli esercizi, poi tradotti in un programma con il supporto di un programmatore. La tecnologia non si limita a mostrare contenuti o fornire risposte: accompagna lo studente nella pratica del metodo.

La scuola non si esaurisce nell’esperienza individuale davanti a uno schermo. La piattaforma, i laboratori dal vivo e le occasioni di confronto danno vita a una community in cui condividere osservazioni, domande e scoperte. La profondità della ricerca resta, ma il modo di avvicinarla è accessibile, interattivo e aperto anche a chi non ha mai studiato i Tarocchi.

Alla scuola si affianca uno strumento di lettura supportato dall’Intelligenza Artificiale, nato da un’intuizione di Monica Neri e sviluppato secondo lo stesso metodo insegnato nella scuola. I suoi criteri di osservazione e le regole con cui legge le carte guidano il funzionamento del sistema: l’IA accompagna così l’utente nell’esplorazione dei Tarocchi, senza proporsi come una macchina per predire il futuro.

Lo strumento può essere utilizzato a Mame Ostrichina, ma anche in altri locali, durante eventi o in contesti privati, fino alla propria abitazione. Tarot Bar non coincide quindi con un solo luogo: il metodo si può studiare online, sperimentare con l’IA e vivere anche in presenza.

A Napoli il progetto trova il suo primo spazio fisico in Mame Ostrichina. Qui letture, consulti e momenti di esplorazione delle carte si accompagnano ai cocktail astrologici e alla possibilità di fermarsi, incontrarsi e conversare.

«Con Tarot Bar non abbiamo creato semplicemente un locale o una scuola, ma un vero e proprio “terzo luogo” contemporaneo», spiega Monica Neri. «Uno spazio intermedio, protetto e accogliente, che non è la casa e non è il lavoro, ma un’oasi urbana dove le persone possono rallentare, connettersi con il proprio mondo interiore e confrontarsi con gli altri. L’Intelligenza Artificiale e i tarocchi non sono qui strumenti di isolamento digitale, ma catalizzatori di conversazione e di presenza fisica.»

Mame Ostrichina è il primo laboratorio del progetto, che nasce però con un’identità autonoma e può trovare spazio anche in altri locali, eventi e contesti privati. La scuola, il metodo e gli strumenti digitali restano il filo comune, mentre l’esperienza dal vivo può adattarsi ai luoghi che la ospitano.

Dopo oltre vent’anni nel mondo della ristorazione, Monica Neri apre così una nuova fase del proprio percorso: la convivialità rimane, ma si intreccia con la formazione, la ricerca sui simboli e il desiderio di creare occasioni di incontro.

«Non sto semplicemente aggiungendo i tarocchi a un locale», continua Monica Neri. «Sto costruendo un format nel quale la conoscenza, l’esperienza e la tecnologia possono incontrarsi. Il Tarot Bar è un luogo fisico, una scuola e un laboratorio: nasce a Napoli, ma può essere portato in altri contesti mantenendo riconoscibili il metodo e l’identità del progetto.»

*****

Monica Neri è un’imprenditrice ed esoterista napoletana, fondatrice di Mame Ostrichina e ideatrice di Tarot Bar. Ha studiato Lingue e Civiltà Orientali (indirizzo giapponese) all’Orientale di Napoli, ha vissuto tre anni a Tokyo e si è laureata in Business Administration a Parigi. Già co-ideatrice e alla guida dal 2003 al 2017 del progetto originario Kukai – pioniere della ristorazione giapponese a Napoli – ha vissuto una profonda evoluzione interiore che l'ha portata a ridefinire il suo percorso professionale nel Mame Ostrichina. Accanto all'attività imprenditoriale, ha intrapreso una solida formazione in Counseling, prima a indirizzo gestaltico con Mario Mastropaolo, poi bioenergetico con la SIAB, approfondendo lo studio dell'astrologia con Lidia Fassio e Marco Pesatori. Ha integrato la sua ricerca sui Tarocchi di Marsiglia e i linguaggi simbolici attraverso percorsi e scuole tradizionali. Con Tarot Bar traduce oggi questa ventennale ricerca in una scuola e in un’esperienza accessibile, interattiva e aperta alla condivisione, capace di coniugare la sua solida esperienza manageriale con una profonda indagine interiore

 

Tarot Bar è online dal 26 settembre 2026.

Tarot Bar

Ideato da Monica Neri

Primo spazio ospitante: Mame Ostrichina

Via Carlo de Cesare 52, Napoli

Piattaforma: https://tarotbar.eu/










Sanità, per gli italiani il tempo vale più della fiducia: il 58% sceglie chi dà prima l’appuntamento

Meglio aspettare meno, anche se significa rinunciare alla struttura o al professionista che dà maggiore fiducia. È la scelta del 57,9% degli italiani quando deve decidere dove effettuare una visita, un esame diagnostico o delle analisi. E la rapidità si conferma il primo criterio anche nella scelta iniziale del centro medico: la indica il 38,7% degli intervistati, davanti alla vicinanza e comodità della struttura (23,1%), alla fiducia nella struttura o nei professionisti (19,2%) e al prezzo (19%).

È quanto emerge da un sondaggio condotto su un campione di 1.000 italiani, rappresentativo della popolazione per sesso, età e regione, per capire che cosa orienta oggi la scelta di un centro medico.

Che il tempo sia diventato una variabile centrale viene confermato quando agli intervistati viene chiesto di scegliere tra velocità e fiducia: il 57,9% preferisce la struttura o il professionista che garantiscono prima l’appuntamento, anche se l’alternativa gode di maggiore fiducia. E, a parità di prestazione e prezzo, il 40,3% sarebbe disposto a lasciare un centro già conosciuto per uno nuovo capace di offrire prima l’appuntamento.

«La rapidità con cui si riesce ad accedere a una prestazione sanitaria non è più soltanto un elemento organizzativo: i dati ci dicono che è diventata parte integrante del valore che il paziente attribuisce al servizio -commenta Marco Daturi, CMO di Cerba HealthCare Italia-. Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questo dato. La ricerca mostra con grande chiarezza che non esiste un paziente tipo e che le aspettative cambiano profondamente nelle diverse fasi della vita. La sfida per chi opera nella sanità è riuscire a rispondere a bisogni differenti senza costringere le persone a scegliere tra velocità, qualità della relazione, prossimità e continuità della cura».

La distanza tra le generazioni è infatti uno degli elementi più marcati dell’indagine. Tra gli under 35 la rapidità è il primo criterio per il 58,9%, mentre il prezzo pesa per il 30,2%; nessuno indica la fiducia come fattore principale. Tra gli over 65 lo scenario si capovolge: vicinanza (42,5%) e fiducia (41,2%) raccolgono insieme oltre otto indicazioni su dieci, mentre rapidità e prezzo scendono rispettivamente al 5,9% e al 10,4%. Uomini e donne, invece, mostrano priorità sostanzialmente sovrapponibili.

Anche il digitale divide le generazioni. Complessivamente, per il 51% degli italiani la possibilità di prenotare online, scegliere giorno e orario e consultare i referti via internet influenza molto o abbastanza la scelta del centro medico. Tra gli under 35 la percentuale raggiunge il 100%, mentre tra gli over 65 il 72,9% afferma che questi servizi incidono poco o per niente. E tra chi cerca abitualmente informazioni o recensioni online prima di scegliere una struttura, l’87,3% attribuisce molta o abbastanza importanza anche ai servizi digitali messi a disposizione dal centro.

La fiducia, tuttavia, resta una componente fondamentale del rapporto con la sanità. Il 97,3% degli intervistati tiene conto almeno qualche volta del consiglio del medico di famiglia o dello specialista nella scelta della struttura e il 59,1% è disposto ad allontanarsi da casa, almeno entro certi limiti, per raggiungere un centro considerato particolarmente affidabile.

Ed è soprattutto quando si guarda alla fedeltà che la fiducia mostra il proprio peso. Dopo un’esperienza positiva il 43,2% torna nella stessa struttura e un ulteriore 15,9% lo fa se può ritrovare lo stesso medico. Ma il comportamento cambia radicalmente a seconda delle priorità: tra chi mette la fiducia al primo posto, il 95,3% tende alla continuità con la struttura o con il professionista; tra chi privilegia la rapidità, invece, il 64,1% è disposto a cambiare anche dopo essersi trovato bene pur di ottenere prima l’appuntamento.

«Per noi questo è forse il messaggio più importante dell’indagine -prosegue Marco Daturi –. Essere scelti una volta non significa avere conquistato un paziente per sempre. Occorre meritare quella scelta a ogni nuova necessità, rendendo semplice l’accesso, riducendo per quanto possibile i tempi, offrendo strumenti digitali realmente utili e, contemporaneamente, costruendo una relazione di fiducia. La tecnologia e l’efficienza possono facilitare enormemente il rapporto con la sanità, ma non sostituiscono il valore della relazione con la struttura e con i professionisti. I dati ci mostrano che è proprio la capacità di tenere insieme queste dimensioni a poter trasformare una singola prestazione in un rapporto che dura nel tempo.».

 

Cerba HealthCare Italia – Parte di un gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale e alle analisi cliniche presente in 90 nazioni, Cerba HealthCare Italia è specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e service lab. Nel nostro Paese conta oltre 2.000 addetti, più di 400 tra centri medici e di prelievo, 31 laboratori. Ogni anno esegue più di 25 milioni di esami e offre i suoi servizi a oltre 5 milioni di pazienti. www.cerbahealthcare.it





IL 2027 SARÀ L’ANNO DELLO “SLOWXURY TRAVEL”, STOP A SFARZO ED ECCESSI, PER UN GIOVANE SU 2 IL VERO LUSSO È VIVERE ESPERIENZE AUTENTICHE E TEMPO DI QUALITÀ: ECCO 10 METE E 10 ATTIVITÀ PER VIAGGIARE NEL COMFORT IN MODO “LENTO” ED ESCLUSIVO

 Il concetto di “lusso” associato al turismo cambia pelle: non è più una questione di stelle o voli in prima classe, sfarzi ma di come si vive il tempo, della qualità e dell’autenticità dell’esperienza. È l’era dello “slowxury”, la nuova tendenza globale che secondo gli esperti del settore sta sciogliendo la contraddizione tra local e luxury, slow e premium, autenticità e comfort: la nuova generazione di viaggiatori non sceglie più tra un’esperienza e l’altra, ma le vuole entrambe, dal soggiorno di charme al mercato del produttore locale, dalla spa al atelier dell’artigiano. Secondo una recente indagine internazionale su oltre 5.000 viaggiatori ripresa da Travel Weekly, il 52% della Gen Z e il 47% dei Millennial preferisce infatti spendere per esperienze di viaggio iper-localizzate e personalizzate piuttosto che investire sul lusso tradizionale come un volo costoso, lo shopping e i ristoranti internazionali. Secondo il recente “The New Luxury Travel Playbook”, il lusso è sempre meno legato al prezzo e sempre più alla qualità e all’autenticità dell’esperienza, con il comfort in cima alle priorità del 34% dei viaggiatori di fascia alta e i Millennial che costituiscono la quota più ampia degli “aspiring luxury travelers”. A trainare il cambio di paradigma è soprattutto il boom dello “slow travel”: secondo gli ultimi report, il mercato globale vale già oggi oltre 106 miliardi di euro e, con una crescita media del 12% l’anno, potrebbe arrivare a quasi 239 miliardi di euro entro il 2033 (+125%), con le ultime analisi del Bank of America che certificano come la spesa in viaggi della Gen Z sia cresciuta dell’8,5% nella prima metà del 2026. Il desiderio di rallentare trova conferma  anche nei numeri di Skyscanner, che su 22.000 viaggiatori nel mondo rileva come oltre un terzo cerchi ormai attivamente destinazioni più tranquille, e nella recente indagine della European Travel Commission, che registra una crescita dal 22% al 26% del turismo lento in Europa. Ma non è tutto, secondo il “Luxe Report 2026”, il “crowd control” sarà tendenza assoluta che definirà il prossimo anno per il viaggiatore di fascia alta, con il nuovo lusso rappresentato dalla libertà di godersi la destinazione evitando l’overtourism.

Anche in Italia il fenomeno si legge nei numeri: nei piccoli borghi, nei comuni sotto i 5mila abitanti, secondo le stime dell’Istituto Demoskopika, nel 2026 si attendono oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% sul 2025) e quasi 80 milioni di presenze (+6,9%), con una permanenza media stabile a 3,7 giorni e una spesa di circa 760 euro per soggiorno, mentre le località di montagna hanno registrato un aumento del 14,4% negli arrivi, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano JFC della Montagna Estiva. “Il viaggiatore che può permettersi di scegliere cerca oggi qualcosa di diverso. Non conta più soltanto dove si va, ma come si vive una destinazione – spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels – L’idea alla base di Slowxury è semplice: prendersi il tempo per entrare in connessione più profonda con un luogo, la sua cultura e le sue persone, senza rinunciare a un’ospitalità d’eccellenza. Non lo consideriamo solo un trend, ma il riflesso di un cambiamento duraturo nelle aspettative dei viaggiatori, in cui le esperienze e i legami autentici con il territorio diventano i veri segni distintivi del lusso”.

“L’Italia è in una posizione unica per guidare questo movimento – aggiunge Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe – La sua straordinaria diversità permette ai viaggiatori di scoprire contrasti eccezionali in un solo viaggio, dalle vivaci località costiere ai tranquilli rifugi di campagna, dalle città più celebri al mondo ai borghi nascosti e ricchi di tradizione. In quanto azienda che promuove hotel distintivi e dal forte carattere locale, il ruolo di WorldHotels è contribuire a valorizzare queste esperienze preservando ciò che le rende speciali. Entro il 2027, crediamo che questo modo di viaggiare sarà saldamente radicato nel panorama di alta gamma”.

Ecco quindi le 10 mete imperdibili e le 10 attività perfette all’insegna dello “Slowxury”, selezionate dagli esperti di viaggio di WorldHotels:

1.    San Martino di Castrozza (Trentino-Alto Adige): ai piedi delle Pale di San Martino il tempo rallenta al ritmo delle stagioni: boschi di larici, silenzio dell’alba in quota e cucina di montagna raccontano un lusso fatto di spazio e autenticità. Qui l’Hotel Cima Rosetta propone un’ospitalità di montagna calda e senza tempo, porta d’accesso ideale per vivere le Dolomiti lontano dai grandi flussi turistici.

2.    Venezia (Veneto): fuori dalle rotte più affollate, Venezia si riscopre all’alba, tra calli silenziose e campielli che restituiscono il ritmo autentico della laguna. Lo storico Hotel Savoia e Jolanda, affacciato sul bacino di San Marco, è la base ideale per un soggiorno lento nel cuore della Serenissima.

3.    Milano (Lombardia): anche la metropoli per eccellenza ha il suo volto slow: quartieri come Brera o i Navigli, il verde dei parchi urbani e una scena gastronomica in continua evoluzione compongono un lusso fatto di dettagli e boutique hotel di carattere, come Casati 18, Collini Rooms e Matilde Boutique Hotel, indirizzi intimi e su misura, lontani dal turismo mordi e fuggi.

4.    Langhe (Piemonte): tra colline coltivate a vigneto Patrimonio UNESCO, borghi di pietra e cantine storiche, le Langhe raccontano un lusso fatto di tempo, terra e sapori: una vendemmia da vivere con calma, tra degustazioni e tartufi, lontano dal turismo di massa.

5.    Camogli (Liguria): con le sue case colorate a picco sul mare e i porticcioli di pescatori, Camogli custodisce l’anima più autentica della Liguria, tra sentieri panoramici da percorrere con calma. Il Sublimis Boutique Hotel, con vista sul golfo, è il rifugio ideale per chi cerca privacy e un mare fuori dagli schemi.

6.    Modena (Emilia-Romagna): terra di motori ma anche di cantine, acetaie e casolari immersi nel verde, il modenese è una delle mete emergenti dello slow travel italiano. Villa la Personala propone un soggiorno immerso nella campagna, tra ritmi lenti e sapori autentici, lontano dai centri più affollati e vicino all’anima più vera dell’Emilia.

7.    Firenze (Toscana): tra il Rinascimento del centro storico e le colline che si aprono poco fuori città, Firenze regala il tempo per assaporare arte, vino e paesaggio senza correre. L’Hotel Mulino, ricavato da un antico mulino, interpreta questa vocazione lenta con un’ospitalità autentica, sospesa tra storia e natura.

8.    Valnerina (Umbria): nel cuore verde d’Italia, tra abbazie, boschi e borghi di pietra sospesi nel tempo, la Valnerina regala un’esperienza di lentezza autentica fatta di tartufi, cammini e silenzio, lontano dalle rotte più battute del turismo.

9.    Valle d’Itria, Ostuni (Puglia): tra muretti a secco, trulli e ulivi secolari, la Valle d’Itria custodisce un paesaggio senza tempo, dove il ritmo lento si respira tra masserie e borghi bianchi affacciati sull’Adriatico e sullo Ionio, lontano dal turismo di massa dell’alta stagione.

10. Procida (Campania): capitale italiana della cultura 2022, Procida resta un’isola a misura d’uomo, fatta di case pastello, orti e piccoli porti dove il tempo scorre secondo un altro ritmo. A raccontare questa filosofia sono il Procida Camp & Resort Ciraccio e il Procida Camp & Resort La Caravella, due glamping che reinventano l’accoglienza en plein air, tra tende di design e vista sul golfo di Napoli, per un lusso che si fa natura, spazio e lentezza.

 

Ecco, infine, le 10 attività perfette per vivere al meglio lo “Slowxury travel”:

  1. Cena privata con una famiglia del luogo

Pranzo o cena in una casa privata, con prodotti del territorio e racconto delle tradizioni familiari. A Gyumri, la capitale culturale dell’Armenia, l’Aivazovsky Congress Hotel & Spa è la base ideale per immergersi nella leggendaria ospitalità locale e vivere un’autentica esperienza di condivisione.

  1. Corso di cucina con un cuoco locale

Non una cooking class turistica standard, ma raccolta di ingredienti al mercato, visita al produttore e preparazione di ricette tradizionali. A Bolzano il Parkhotel Laurin, storico grand hotel Art Nouveau, è la base ideale per scoprire la cucina sudtirolese.

  1. Visita privata a una piccola cantina con il produttore

Degustazione di vini locali, visita ai vigneti e pranzo abbinato, evitando le grandi cantine commerciali. In Valtellina, il Grand Hotel della Posta di Sondrio, storico edificio del 1862, è il punto di partenza ideale per le degustazioni private.

  1. Laboratorio con un artigiano locale

Ceramica, tessitura, gioielleria, liuteria, lavorazione del legno o della pelle: imparare una tecnica e creare personalmente un oggetto. Alle porte di Verona il Muraless Art Hotel, struttura immersiva dedicata alla street art, invita gli ospiti a immergersi nell’arte urbana e a sentirsi artisti per un giorno tra opere e materiali innovativi.

  1. Passeggiata gastronomica con un abitante del posto

Mercato, panificio storico, bottega, produttore di formaggi, salumeria e piccoli ristoranti frequentati dalla comunità. A Salonicco, sul lungomare, il Makedonia Palace è la base ideale per scoprire la scena gastronomica della città.

  1. Foraging con guida locale

Raccolta di erbe, funghi o frutti spontanei accompagnati da un esperto del territorio, seguita da una cena preparata da uno chef. Sulle colline che circondano le sponde del Lago di Varese, l’Horizon Wellness & Spa Resort è il punto di partenza perfetto per esplorare la natura e riscoprire i sapori incontaminati della terra.

  1. Pernottamento in una dimora storica o masseria con esperienza agricola

Non semplicemente dormire in una struttura di charme: raccolta delle olive, vendemmia, cura dell’orto, produzione di formaggio o pane.

  1. Tour privato di un borgo con un residente

Non il classico sightseeing: storie familiari, botteghe, luoghi normalmente chiusi al pubblico e incontri con gli abitanti. Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, l’Hotel Al Caminetto (solo adulti) è il rifugio ideale per scoprire il borgo, tra castello scaligero e mercato settimanale del centro storico.

  1. Esperienza wellness basata sulle tradizioni locali

Terme, erbe officinali, rituali ancestrali, massaggi tradizionali o pratiche locali, naturalmente con standard premium di ospitalità. A Ischia, nel borgo di Sant’Angelo, l’Hotel Terme San Michele & SPA (solo adulti) offre le acque termali in un giardino mediterraneo con vista mare; a Mykonos la spa del Collini Hotel Mykonos propone rituali di benessere con vista sull’Egeo.

  1. Viaggio lento in treno panoramico

La modalità di trasporto diventa parte del lusso: meno aeroporti e trasferimenti frenetici, più paesaggio, tempo e soste in piccoli centri








LA REGGIA DI VERSAILLES > La nuova monografia ufficiale edita da NOMOS a cura di Guillaume Picon

Nomos Edizioni presenta La REGGIA DI VERSAILLES a cura dello storico Guillaume Picon, la nuova monografia ufficiale realizzata in collaborazione con l’Ente pubblico del castello, del museo e della tenuta nazionale di Versaillescon la prefazione di Laurent Salomé, direttore del Museo nazionale dei castelli di Versailles e di Trianon.

Pensato come un raffinato coffee table book disponibile in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco), il volume accompagna il lettore alla scoperta dei luoghi più celebri della reggia, ma anche di quelli normalmente inaccessibili o chiusi al pubblico. Un viaggio esclusivo attraverso oltre quattro secoli di storia, arte e vita di corte, raccontato attraverso più di 220 fotografie, in gran parte inedite, realizzate dai fotografi ufficiali di Versailles.

 

Un racconto per immagini, dunque, che vuole restituire la straordinaria ricchezza del complesso e documentare le trasformazioni avvenute a Versailles da Luigi XIII a Luigi Filippo, ripercorrendo le tracce lasciate da Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, insieme a quelle delle protagoniste femminili della corte, da Maria Antonietta a Madame de Pompadour e Madame du Barry. Ne emerge un ritratto capace di mettere in luce tanto la dimensione monumentale della reggia quanto quella più intima e quotidiana della vita a Versailles.

 

Dalle sale degli appartamenti reali agli ambienti di rappresentanza, dalla Cappella all’Opéra Royal, dalle Gallerie storiche ai giardini, il percorso si estende fino alla tenuta di Trianon, con il Grand Trianon, il Petit Trianon e il Villaggio della Regina, uno dei luoghi più intimamente legati alla figura di Maria Antonietta.

 

Il volume offre inoltre prospettive difficilmente accessibili al visitatore. Le riprese aeree realizzate con il drone permettono di cogliere la straordinaria relazione tra architetture, giardini e paesaggio da punti di vista normalmente impossibili da raggiungere, mentre numerose immagini documentano ambienti recentemente restaurati, tra cui la camera da letto dell’Appartamento privato del Re e il Salone di Diana.

Particolare attenzione è dedicata ai luoghi più segreti della tenuta, come gli appartamenti delle favorite di Luigi XV e il piccolo teatro voluto da Maria Antonietta: spazi che restituiscono un’immagine di Versailles meno ufficiale e solenne e permettono di entrare nella quotidianità della corte, nei suoi gusti e nella sua dimensione più privata.

 

«Mai come oggi la Reggia e i suoi giardini sono stati così splendidi, mai la loro magia si è manifestata con tanta intensità», scrive Laurent Salomé nella prefazione. «L’immenso lavoro di conservazione resta volutamente invisibile, affinché il visitatore possa viaggiare nel tempo con naturalezza e piacere, camminando per le sale oppure sfogliando questo volume, che restituisce con rara fedeltà l’anima di Versailles.»

 

La pubblicazione arriva in un momento in cui Versailles continua a confermare il proprio straordinario potere di attrazione. Nel 2025 la Reggia ha accolto 8,4 milioni di visitatori, confermandosi tra i siti storici più frequentati al mondo: numeri che testimoniano la capacità di Versailles di parlare ancora al presente. Oggi Versailles è patrimonio mondiale dell’UNESCO e un luogo in continua evoluzione, dove storia, arte e contemporaneità convivono.

 

Attraverso immagini spettacolari e dettagli inediti, il volume restituisce così Versailles non come un monumento cristallizzato nel passato, ma come un patrimonio vivo: un luogo in cui quattro secoli di storia, arte, architettura e paesaggio continuano a dialogare con il presente, rinnovando ancora oggi la propria straordinaria capacità di sorprendere.

 

GUILLAUME PICON

Storico di formazione, è autore di numerosi libri di divulgazione scientifica, tra cui “Cento quadri con chiave della storia di Francia” (Hazan), “Un giorno a Fontainebleau e Versailles – Invito privato” (Flammarion), “La storia di Francia spiegata attraverso la pittura” (Larousse), “Dalla storia alla leggenda” (Albin Michel), “The Queen” e “La Francia sotto l’occupazione” (Glénat). Ha contribuito a “Le arti durante l’occupazione” (Beaux Arts), “Scrittori e artisti di fronte alla Grande Guerra” (Beaux Arts) e collabora regolarmente con Le Quotidien de l’Art e Point de vue







Accademia del Cinema dei Ragazzi di San Pio: giunta approva progetto di adeguamento dello spazio all'aperto per spettacoli con capienza di mille spettatori

  Su proposta dell’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, la giunta ha approvato il progetto esecutivo di adeguamento dell...