Un viaggio che
unisce lingue e tradizioni, raccoglie preghiere, speranze, lettere, partenze,
attese e ritorni: “Sta
strada” è il quinto lavoro discografico del trio
pugliese La
Cantiga de la Serena, che da quasi vent’anni esplora e rielabora le
musiche antiche e tradizionali del Mediterraneo. In uscita sabato 12
settembre per Radici
Music Records, distribuito in Italia da Goodfellas,
in Europa da I-DI GmbH e nei principali store
online da Believe, questo nuovo album è forse il capitolo
più intimo e raccolto del percorso dell’ensemble. Dal 2008, Fabrizio
Piepoli (canto, saz, tamburi a cornice), Giorgia Santoro (flauto,
bansuri, low whistle, arpa celtica, sajat) e Adolfo La Volpe (oud,
chitarra classica) lavorano sul recupero e sulla rilettura di repertori capaci
di raccontare le molte anime del Mare Nostrum. Dopo “La Serena” (2016,
Workin’ Label), “La Fortuna” (2019, Dodicilune), “La Mar” (2021,
Dodicilune) e “La Novia” (2023, ZeroNoveNove), la ricerca prosegue
muovendosi ancora una volta tra Occidente e Oriente, memoria e presente,
tradizione e nuova scrittura.
Il titolo, in dialetto salentino, racchiude il senso di una ricerca che è
diventata la cifra identitaria del progetto. Il disco intreccia canti, lingue e
tradizioni differenti dando forma a una Madre universale: Vergine protettrice
dei naviganti, voce che cura e consola, presenza capace di accompagnare chi
parte e indicare la strada a chi cerca di tornare. Il confine tra Madre celeste
e terrena si assottiglia fino quasi a scomparire: su questa strada ogni
genitrice finisce per incontrare e rispecchiare tutte le altre. Nei dodici
brani, cantati in ladino, arabo, greco, italiano, genovese e
in diversi dialetti del Sud Italia, il trio è affiancato da
alcuni ospiti d’eccezione. La line up accoglie Pino De Vittorio,
tra i più autorevoli interpreti del repertorio musicale del Mezzogiorno; Michel
Godard, musicista francese e tra i massimi virtuosi contemporanei del
serpentone; e i salentini Roberto Chiga (percussioni e
tamburello), Stefano Rielli (contrabbasso) e Vincenzo
Grasso (clarinetto e clarinetto basso).
Il viaggio comincia con “Riturnella”, uno dei canti più intensi della
tradizione calabrese, seguito da “Madonna de lu vinde”, brano in
dialetto barese con testo e musica originali composti dal trio. “Na via di
rose”, in lucano, porta la firma di Claudio De Vittorio. Ampio spazio è
riservato al Salento, con “Sta strada”, che dà il titolo all’album, “Matonna
te lu mare” di Giuseppe Marangio, “La Vergine Maria” e “Klafsete”,
il pezzo che chiude il disco, cantato in griko, la lingua ancora tramandata nei
comuni della Grecìa Salentina. Dalla tradizione italiana arriva anche il canto
genovese “La bella növa”, mentre il repertorio sefardita è rappresentato
da “Salgash madre”, una cantiga dall’andamento incalzante e ipnotico che
accoglie anche alcune strofe in salentino, creando un ideale collegamento con
il precedente lavoro. Completano la tracklist “Ime prezakias”,
tradizionale rebetiko greco, “Sidi h’bibi” dell’algerino Salim Halali e
lo strumentale “Tsarka” del compositore e oudista libanese Rabih
Abou-Khalil.
Con “Sta strada”, La Cantiga de la Serena continua così a percorrere il
Mediterraneo non come un confine geografico ma come un luogo sonoro condiviso:
una trama di lingue, storie, partenze e ritorni nella quale tradizioni lontane
possono riconoscersi, dialogare e diventare una sola voce.
Fabrizio Piepoli è un cantante, polistrumentista e autore pugliese.
Insegna Canto e Musiche tradizionali presso il Conservatorio di Lecce. La sua
attività di musicista e accademico si muove a cavallo tra le tradizioni del Sud
Italia e dei mondi arabo-andaluso e mediorientale, attraverso collaborazioni
con artisti ed etnomusicologi provenienti da tutto il Mediterraneo, con il fine
di promuovere un dialogo incessante tra Oriente e Occidente. Ha collaborato con
numerosi artisti italiani e stranieri tra i quali Raiz, Teresa De Sio, Lucilla
Galeazzi, Bobby Mc Ferrin, David Murray.
Giorgia Santoro è flautista e compositrice salentina, laureata in
flauto traverso, Jazz, Didattica della Musica e ottavino. La sua carriera è
costellata da esperienze nella musica classica, contemporanea, jazz e
tradizionale. Ha collaborato, solo per citare qualche nome, con: Franco
Battiato, Andrea Bocelli, Giorgio Gaslini, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro,
Kaija Saariaho, Francesco Filidei, Luis De Pablo, David Lang, Sylvano Bussotti,
Salvatore Sciarrino, Geoffroy Drouin, Giovanni Tamborrino (che le ha dedicato
due sue composizioni). Svolge attività concertistica in Italia e all’estero, è
fondatrice del progetto musicale La Cantiga de la Serena e ideatrice e
direttrice artistica del Festival Il Cammino Celeste e della rassegna musicale
Tutti Solo. E’ docente di flauto e Taiji Quan presso il Conservatorio di
Monopoli.
Adolfo La Volpe, polistrumentista, improvvisatore, compositore, sound
artist, laureato in musica Jazz. Ha studiato tra gli altri con Mick Goodrick,
Joe Diorio, John Scofield, Pat Metheny, Barney Kessel, Joelle Leandre, Carlos
Zingaro, Jean Derome, Joanne Hetu, Markus Stockhausen e Gianni Lenoci. Pratica
e studia inoltre alcune musiche di tradizione e gli strumenti musicali ad esse
correlati (oud, chitarra portoghese, irish bouzouki, saz turco, banjo, cetra
corsa). E’ membro di numerosi ensemble attivi in ambiti artisticamente diversi:
Raiz, Radicanto, Enza Pagliara, L’Escargot, Maria Moramarco, Radiodervish e
collaborato con Eugenio Colombo, Gianni Lenoci, Steve Potts, Stefano Battaglia,
Daniele Di Bonaventura, Pino Minafra, Paolo Damiani, Michele Rabbia, William
Parker, Karl Berger, Kent Carter. Ha tenuto concerti in Italia e all’estero, ha
inciso una cinquantina di cd e composto ed eseguito musica per danza
contemporanea, teatro, cinema.

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