VENEZIA – La musica nei film di fantascienza e il loro immaginario narrativo come lente per osservare il presente e pensare al futuro. Questo il tema al centro di “Domani un’altra musica”, lo spettacolo in programma sabato 12 settembre alle ore 18 al Grand Hotel Ausonia Hungaria, al Lido di Venezia, mentre si conclude l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Un appuntamento gratuito, organizzato dall’Associazione Culturale Mostra Lido e da Italiani di Frontiera, che mette in dialogo immagini, musica e narrazione per ripercorrere l’evoluzione dell’immaginario fantascientifico e del modo in cui cinema e cultura popolare hanno rappresentato ciò che ancora non esisteva.
A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Roberto Bonzio, giornalista e storyteller, mestrino trapiantato a Milano, fondatore del progetto Italiani di Frontiera, che dopo una lunga esperienza nelle redazioni de Il Gazzettino e Il Giorno e agenzia Reuters, si è dedicato a un’intensa attività di ricerca e racconto su innovazione e talento.
Insieme a lui sul palco Claudio Tesser, artista e autore che ha sviluppato il proprio percorso tra arti visive, scrittura scenica e teatro, anche nell’ambito della Biennale di Venezia, e Gianni Visnadi, supervisore delle musiche, produttore e creativo tra i protagonisti della scena elettronica e dance italiana degli anni ‘90, che ha firmato progetti di successo internazionale come Livin’ Joy e Alex Party.
“Per decenni considerata un genere minore, la fantascienza è oggi entrata stabilmente nell’immaginario collettivo, prefigurando un domani che è già iniziato – afferma Roberto Bonzio -. Ma non sono solo gli straordinari progressi tecnologici, dalla robotica all’Intelligenza Artificiale, ad aver avvicinato ciò che sino a pochi anni fa sembrava un futuro remoto. Sono anche gli sconvolgimenti sociali e la crisi di equilibri politici e istituzioni che sembravano inscalfibili ad aprire scenari inediti, talvolta prefigurati da grandi autori, che hanno anche denunciato il pericolo di potenti élite tecnologiche globali, capaci di un’influenza sempre più invasiva sulle nostre vite. Oggi ricchissimi imprenditori della Silicon Valley che si richiamano costantemente a modelli della fantascienza, sembrano paradossalmente gettare le basi proprio di quel futuro distopico e autoritario dal quale scrittori e registi visionari ci hanno messo in guardia”.
L’iniziativa è supportata da Ca’ Foscari Alumni, dal Grand Hotel Ausonia Hungaria, dall’agenzia milanese EncantoPR e da Radio Deejay Fox Station.

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