È Nicole Edensbo, apneista con diversi record nazionali svedesi, al suo debutto come autrice e regista, ad aggiudicarsi la quarta edizione di Y-40 Film Festival, la rassegna internazionale di corti subacquei. Il suo lavoro “LiV” è stato incoronato vincitore dalla giuria di esperti della macchina da presa – e non solo – tra 10 video e 5reel finalisti arrivati quest’anno da Italia, USA, Canada, India, Messico, Spagna, Germania e Svezia.
In questo video artistico, il risveglio nel silenzio dello spazio diventa metafora dell'esplorazione interiore. Attraverso una sintesi tra fragilità e crescente consapevolezza, la protagonista si spiega in una danza radiosa e senza vincoli: un movimento poetico che affronta il peso della paura e si trasforma in un mistero aperto alla libera interpretazione dello spettatore. A dare il volto e il corpo al cortometraggio vincitore è Kateryna Sadurska, atleta ucraina di livello mondiale, già olimpionica di nuoto artistico e attuale detentrice di più record del mondo di apnea.
Nicole Edensbo ha conquistato la medaglia di vetro di Murano simbolo della manifestazione, creata dal maestro vetraio Stefano Dalla Valentina, e una giornata di lavorazione nel set subacqueo di Y-40 Studios del valore di 10 mila euro, con allestimento cinematografico Cinema Rental Venezia, gli stessi spazi in cui hanno lavorato i più grandi registi subacquei internazionali. Ma anche uno scooter subacqueo WayDoo Subnado Plus Combo ed una sedia ergonomica LiberNovo Omnichair, tutte aziende partner del festival.
Secondo posto per Michael Zani con il cortometraggio “Two worlds, one ocean”, dove mette a confronto due ecosistemi opposti, nel cuore del Triangolo dei Coralli: la vibrante biodiversità di Raja Ampat e i misteriosi fondali di Lembeh. Attraverso uno sguardo intimo e suggestive immagini subacquee, l'opera svela la bellezza e la fragilità di due mondi uniti da un unico oceano da comprendere e proteggere.
Terzo piazzamento per Nicola Pascucci con “Il senso di Immergersi”. Il documentario racconta il percorso subacqueo di due giovani con disabilità visiva guidati dagli istruttori della Sub Tridente di Pesaro e dall'UICI. Un'esperienza che trasforma il rapporto con l'acqua in una metafora di fiducia, supera i concetti di limite e rivela nuovi modi di percepire e comunicare.
Il Premio Social, è stato assegnato a Eleonora Fusato, istruttrice di subacquea e fotografa, per la sua opera "Witness of the Wild". Il video, che racconta di un incontro ravvicinato con un coccodrillo, durante un’immersione subacquea, in un momento di vita selvatica crudo e autentico, ha saputo catturare l'attenzione della community online trasformandosi in un vero e proprio fenomeno virale, superando le 350.000 visualizzazioni dalla pubblicazione due giorni fa sul canale Instagram @Y40film.
"Nel silenzio dello spazio, un barlume di vita fluttua, senza peso, libero da ogni vincolo. Quello che è nato come un singolo pensiero esistenziale, è diventato un cortometraggio pluripremiato. *LiV* è stato presentato in diversi festival, ma partecipare allo Y-40 Film Festival di Montegrotto Terme è stato davvero come tornare a casa: tornare tra persone che amano l'acqua e le sue profondità - racconta la vincitrice Nicole Edensbo - *LiV* è un cortometraggio sperimentale e d'autore pensato per essere vissuto emotivamente, ed è proprio quello che ha fatto la giuria. Sono felicissima di aver avuto al mio fianco, nel dare vita a questa visione, una squadra eccezionale: tra loro, Kateryna Sadurska , il produttore Markus Johnson Castro, con la sua esperienza cinematografica, ed Eric Börjeson, che ha immortalato il tutto. Siamo profondamente grati che quel pensiero, trasformatosi poi in film, venga percepito e apprezzato da così tante persone in tutto il mondo. Congratulazioni a tutti gli altri filmmaker che sono arrivati in finale insieme a me: grazie per aver condiviso la vostra creatività con tutti noi. Un grazie anche all'Y-40 Film Festival per aver organizzato questo splendido evento, che ha dato a tutti noi l'opportunità di condividere il nostro film".
"È stato un anno dedicato alle storie personali – rileva Matt Evans, direttore artistico del Festival - Abbiamo visto le profondità oltre i 120 metri raggiunte da Miguel Lozano, già campione del mondo di apnea dalla Spagna, nel corto di Andrea Font, ma anche di chi è diventato apneista paralimpico dopo un incidente in moto, come Fabrizio Pagani, ora campione del mondo, protagonista del racconto di Paola Beatrice Ortolani. Poi ci siamo imbattuti nella storia di vita di Josh Berendes, fotografo di fauna marina che cambia rotta nella carriera fino ad arrivare a scattare la copertina subacquea di Billie Eilish. E poi ci sono stati Alessandro e Alessandro, uno ipovedente e l’altro non vedente, che nel corto di Nicola Pascucci si fanno guidare nella loro prima immersione, fino a diventare autonomi persino nella preparazione dell’attrezzatura".
"L’unico grande filo conduttore è stata la passione per il mondo subacqueo – riconosce Giovanni Boaretto, direttore degli Y-40 Studios – Come la favola del pilota aereo rimasto vittima della Battaglia d’Inghilterra che, precipitato nelle profondità del mare, condivide col pubblico pensieri e riflessioni sulla vita; o il breve documentario che confronta due ecosistemi indonesiani differenti come la barriera corallina di Raja Ampat e i fondali vulcanici di Lembeh; o la tenerezza tra una megattera e il suo cucciolo, che educa e accompagna verso la sua autonomia, in attesa del primo grande viaggio. È stato poi interessante vedere le diverse forme d’arte che si sono potute sviluppare sott’acqua, in primis la danza di Kateryna Sadurska che ha vinto, un’atleta ed artista straordinaria che abbiamo visto lavorare anche qui in Y-40, al cospetto della macchina da presa".
"Quest’anno abbiamo riscontrato una crescita significativa nella qualità delle immagini e nella visione cinematografica delle opere in concorso: un livello così alto da rendere particolarmente impegnativa la scelta dei vincitori" ha ammesso Fabio Ferioli, presidente della giuria composta dai fotografi Simone Bramante e Ina Cenusa, Milena Lamendola di Lago Film Fest e Vanessa Da Lozzo di Cinema Rental.
Menzione speciale ai corti “Mirage” di Rae Lewark e Bella Martin dagli Stati Uniti e “Fisheye” di Federico Traverso.
Per la prima volta è stato proiettato anche un corto di animazione, Extra Festival: “El eco de lasolas” su una profonda storia di amicizia, coraggio e connessione con l'oceano, realizzato dal messicano Guillermo Acevedo Espinosa che con atmosfere suggestive e la maestosità delle orche, ha esplorato il superamento delle proprie paure e il rispetto per la natura selvaggia.
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