Firenze, 14 settembre
2026 - Quanto bisogna avvicinarsi a un mostro prima di cominciare a riconoscere
qualcosa di umano? È la domanda inquietante che attraversa Anatomia di un
istinto omicida – 17 storie sui Serial Killer, nuova antologia della collana «Giallo
e Nero Tascabili», curata da Andrea Gamannossi e Giuseppe Previti e pubblicata
da Mauro Pagliai Editore. Diciassette autori, diciassette variazioni sul lato
più oscuro della mente umana, senza un unico assassino da inseguire ma con
altrettanti “mostri” da scoprire.
Il territorio da
esplorare è quello reso universale da Thomas Harris, dalla freddezza
perturbante di Patricia Highsmith e dalla grande tradizione del thriller
psicologico. A muovere la curiosità del lettore non sarà soltanto scoprire il
responsabile di un delitto, piuttosto cosa succede nella mente di chi supera il
confine.
Nelle sue storie,
Anatomia di un istinto omicida attraversa una dimensione spesso italiana,
nostrale, dove il male può nascondersi dietro un volto comune, una relazione
apparentemente innocua, una strada conosciuta. Firenze e la Toscana non fanno
soltanto da sfondo: già nell’introduzione aleggia inevitabilmente l’ombra del
Mostro di Firenze, forse il caso criminale ambientato sulle “dolci colline
rosso sangue” che più profondamente ha inciso nell’immaginario collettivo
nazionale.
La forza della raccolta
sta soprattutto nella varietà dei registri. C’è il thriller psicologico che
costringe il lettore ad entrare nella mente dell’assassino e abitarne il
pensiero; c’è l’orrore che nasce da un amore trasformato in ossessione;
l’ironia nera, capace di raccontare un serial killer con una leggerezza
straniante e quasi grottesca. E c’è un racconto che porta il tema nel presente
più assoluto, mettendo in scena il rapporto fra un aspirante autore e un
chatbot chiamato “Hannibal”, dando vita a conversazioni sull’omicidio che
diventano progressivamente troppo realistiche. Tra i testi più disturbanti c’è
Come un figlio, che porta il lettore nella Sarajevo assediata degli anni
Novanta dove una presunta battuta di caccia si trasforma in qualcosa di molto
più feroce, con ricchi professionisti e uomini di potere che pagano per sparare
sui civili.
Come dichiarano gli
stessi curatori, sono racconti dai risvolti imprevedibili, popolati da menti
devastate dalla follia e pensati per lasciare il lettore con quella strana
sensazione addosso che gli farà venir voglia di voltarsi, dopo l’ultima pagina,
al primo rumore sentito alle spalle.
La prima presentazione
dell’antologia è in programma giovedì 1° ottobre alle 18, al Caffè Letterario
Niccolini di Firenze.
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