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Il banner tradizionale è morto. La tua brand awareness merita molto di più di uno spazio ignorato. Nel 2026, la pubblicità online non è più una questione di semplici impression o click casuali: è una questione di ecosistema, autorevolezza e connessione reale con un pubblico altamente profilato e critico. Benvenuti nel Web 3.0 dell'informazione indipendente. Web Media Solutions & Convergenze Possibili non offrono semplici spazi pubblicitari, ma digital real estate ad alto impatto emotivo e culturale. Posizionare il tuo brand all'interno del nostro network significa intercettare una community nativa digitale, pensante, attiva e fedele, che cerca qualità e non rumore di fondo. 🚀 Perché i brand scelgono di esserci: Visibilità Selettiva e di Elite: Niente traffico artificiale o bot. Solo utenti reali, altamente coinvolti e pronti a recepire il valore del tuo marchio. Posizionamento Autorevole: Associa la tua azienda a un polo di innovazione culturale, media e dibattito indipendente che anticipa i trend del futuro. Coinvolgimento Multipiattaforma: Un’integrazione nativa tra web, contenuti editoriali e canali video che trasforma la pubblicità in un’esperienza memorabile. I posti per i partner strategici di questo trimestre sono rigorosamente limitati per garantire la massima esposizione a ogni singolo brand. Ecco allora questa Vetrina per le Eccellenze Italiane e Internazionali - Questo spazio nasce come uno luogo editoriale indipendente dedicato alla valorizzazione del genio creativo, dell'imprenditorialità e delle realtà aziendali sia italiane che straniere. Crediamo fermamente che la cultura e il commercio debbano camminare di pari passo, alimentandosi a vicenda in un circolo virtuoso di visibilità e supporto reciproco. La Nostra Politica Editoriale: Dare Voce alle Imprese Se la tua azienda ha una visione lungimirante e vuole distinguersi nel panorama digitale contemporaneo, non comprare semplice traffico: acquista uno spazio nella mente del tuo target. 📩 Fai il passo successivo: I brand interessati a riservare uno spazio esclusivo possono richiedere il media kit e le tariffe scrivendo direttamente a: forum.convergenzepossibili@gmail.com

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giovedì 1 ottobre 2026

AAMOD segnala: VOCI VISIVE, il progetto multimediale che interroga la memoria dei quartieri - politicamentecorretto.com

AAMOD segnala: VOCI VISIVE, il progetto multimediale che interroga la memoria dei quartieri - politicamentecorretto.com

Svelata la classifica dei 10 conduttori più amati dagli italiani: 2 italiani su 3 premiano la capacità di moderare contro i toni violenti

Ciò che accade in televisione, alla radio e sul web non resta confinato al mondo dell’intrattenimento: il modo in cui le persone interagiscono e si parlano davanti a telecamere e microfoni può lasciare il segno anche al di fuori dei media. A fotografare la sensibilità degli italiani sul tema è la nuova indagine del comunicatore Filippo Poletti e Business Intelligence Group che restituisce l’immagine di un Paese sempre più attento e critico nei confronti del modo di comunicare. Secondo la ricerca, il 64% degli italiani attribuisce alle modalità comunicative aggressive di TV, radio e podcast un’influenza forte sui comportamenti nella vita quotidiana, con un voto medio di 8,1 su 10. Allo stesso tempo, l’81% del campione, con un voto medio di 8,6, riconosce nel confronto moderato ed equilibrato una leva capace di rigenerare i rapporti umani, un consenso pressoché unanime e trasversale a tutte le fasce d’età. Entrando più nel dettaglio però, emerge una frattura generazionale netta. Tra i 18-29enni, infatti, il legame tra comunicazione aggressiva e comportamenti quotidiani è percepito con un voto medio di appena 6,8 contro l’8,6 dei 50-59enni: un dato che segnala una minore consapevolezza proprio tra i più giovani, i più esposti ai linguaggi digitali. A conferma di questa distanza, l’indagine evidenzia che il 43% degli under 30 non sa indicare un modello di comunicazione garbata. Nel resto della popolazione, invece, il riferimento resta forte: il 42% degli italiani indica Fabrizio Frizzi come il conduttore che più di tutti ha saputo diffondere uno stile moderato e rispettoso, davanti a Corrado (24%) e Raimondo Vianello (20%).

A puntare i riflettori sul tema è Poletti, giornalista, Linkedin Top Voice e docente di social media a contratto all’Università di Pavia nel suo ultimo libro Il Presentatore Perfetto (2026, Guerini e Associati): “La televisione, la radio e il web non si limitano a raccontare la società, ma contribuiscono anche a modellare il modo in cui ci relazioniamo agli altri. Per questo dobbiamo abbandonare le esche dell’odio, dalla ‘slopaganda’ al ‘rage bait’, e tornare a comunicare con maggiore equilibrio e moderazione. Se vogliamo costruire una società più rispettosa, l’educazione al linguaggio e al confronto deve ripartire anche da qui”, afferma l’autore. E proprio per Filippo Poletti, Espresso Communication, in collaborazione con la community di Libreriamo, ha condotto un’ulteriore indagine da cui è stata stilata la top 10 dei conduttori più amati oggi dagli italiani.

A conquistare il primo posto in classifica è Stefano De Martino che, con il 79% dei consensi, si impone grazie a un carisma naturale e alla capacità di “svecchiare” l’intrattenimento della prima serata. Al secondo posto si posiziona Gerry Scotti (76%), apprezzato per il calore umano, l’empatia immediata con i concorrenti e quella rassicurante simpatia da “zio di famiglia” che lo rende un vero e proprio volto di casa per gli italiani. Sul terzo gradino del podio sale Paolo Bonolis (68%), riconosciuto per un linguaggio colto, ma dissacrante, una comicità surreale e un cinismo benevolo capace di smontare i cliché della televisione. Segue Alberto Angela (62%), diventato un punto di riferimento della divulgazione culturale grazie a un garbo eccezionale e a un’autorevolezza mai supponente, capace di rendere la storia affascinante per chiunque. Al quinto posto c’è Carlo Conti (59%), premiato per la conduzione impeccabile, la sobrietà, la misura e il rispetto per i tempi dello spettacolo. Amadeus si posiziona, invece, al sesto posto (53%), stimato per il ritmo televisivo impeccabile, l’umiltà e la capacità di intercettare i gusti di tutte le fasce d’età. Settima è Maria De Filippi (49%) che conquista per la pacatezza, la straordinaria capacità di ascolto e la totale assenza di giudizio morale nei confronti dei protagonisti dei suoi programmi. Segue Antonella Clerici (45%), scelta per una solarità contagiosa, un approccio genuino e quella costante sensazione di familiarità che riesce a trasmettere al pubblico. Al nono posto Milly Carlucci (41%), valorizzata per l’elegante rigore, la professionalità impeccabile e l’abilità di gestire macchine di grande intrattenimento spettacolare. A chiudere la classifica è Mara Venier (37%), scelta per la spontaneità travolgente, il calore e la capacità di far sentire ogni ospite “a casa”.

Le preferenze degli italiani però raccontano anche qualcosa di più: il ruolo che i conduttori possono giocare nel definire i modelli comunicativi della società. “Il pubblico continua a premiare una televisione capace di intrattenere senza rinunciare alla relazione e al rispetto. I conduttori più apprezzati sono molto diversi tra loro per stile, generazione e linguaggio, ma condividono la capacità di creare un rapporto autentico con chi li guarda. È proprio questa la sfida per la televisione di oggi: innovare i linguaggi senza trasformare il conflitto in spettacolo e senza dimenticare che ogni parola, soprattutto quando arriva a milioni di persone, può contribuire a costruire il clima della società in cui viviamo”, conclude Filippo Poletti.

La classifica, infatti, evidenzia anche come le preferenze cambino da una generazione all’altra, delineando gusti e modelli di conduzione piuttosto diversi. Per la Gen Z (1997-2012) spiccano Stefano De Martino, apprezzato per carisma e freschezza; Alessandro Cattelan, per uno stile di conduzione moderno, di derivazione americana, veloce e legato ai trend del web; Valerio Lundini, per la comicità nonsense e la decostruzione ironica dei meccanismi classici della televisione e Amadeus, stimato per aver aperto la tv generalista alla musica trap, ai giovani e ai creator digitali. I Millennial (1981-1996) guardano invece a Fiorello, lo showman per eccellenza, amato fin dai tempi di Karaoke per la sua maestria comica; Alberto Angela, diventato un’icona pop anche sul web grazie al connubio tra rigore scientifico ed eleganza; Paolo Bonolis, apprezzato per il cinismo intelligente e per aver accompagnato la loro infanzia e giovinezza con format storici e Maria De Filippi, figura di riferimento con cui sono cresciuti, capace di rinnovare costantemente i propri programmi. Tra i Boomer (1946-1964) emergono invece Milly Carlucci, per lo stile di conduzione classico, misurato e impeccabile dell’intrattenimento di gala; Gerry Scotti, presenza fissa dell’access prime time e percepito come un amico fidato e di famiglia; Mara Venier, amata per l’empatia senza filtri, la genuinità e la capacità di commuoversi e far commuovere e Carlo Conti, professionista solido e mai fuori dalle righe, garanzia di intrattenimento pulito per tutta la famiglia.

Ecco, dunque, la classifica dei 10 conduttori più amati oggi dagli italiani per la loro capacità di dialogo e moderazione:

1.        Stefano De Martino (79%)

2.        Gerry Scotti (76%)

3.        Paolo Bonolis (68%)

4.        Alberto Angela (62%)

5.        Carlo Conti (59%)

6.        Amadeus (53%)

7.        Maria De Filippi (49%)

8.        Antonella Clerici (45%)

9.        Milly Carlucci (41%)

10.     Mara Venier (37%)






UniTrento - Omaggio a Valentino Braitenberg, visionario curioso, geniale, libero. Oggi l'intitolazione del Braitenberg Brain Research Hub a Manifattura

Rovereto, 1 ottobre 2026 – (a.s.) «Da oggi questi spazi e questi laboratori portano il nome di Valentino Braitenberg. Non è solo un omaggio formale: è la chiusura di un cerchio. Perché il luogo in cui lavoriamo ogni giorno — questo intero polo di Rovereto, le scienze cognitive, il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e, in fondo, lo stesso CIMeC — sono esistiti ed esistono in parte anche grazie a lui». Le parole del neuroscienziato Giorgio Vallortigara riassumono il tono dell’omaggio sincero, affettuoso e solenne andato in scena questa mattina a Rovereto, con l’intitolazione degli spazi di ricerca dell’Università di Trento a Manifattura al neuroscienziato Valentino Braitenberg.
 
Il nuovo nome – Braitenberg Brain Research Hub – è un riconoscimento a una figura chiave delle scienze cognitive a Rovereto e conferisce un'identità forte alle attività UniTrento nel campo delle neuroscienze, celebrando la sua visione interdisciplinare capace di intrecciare neuroscienze, robotica e impatto sociale. L’intitolazione degli Edifici 10 e 14 assume un valore particolare nel centenario della nascita di Braitenberg, celebrato nel corso del 2026 anche attraverso iniziative promosse a Rovereto e a Tubinga.
Alla cerimonia di oggi hanno preso parte le autorità accademiche, provinciali e del Comune di Rovereto, insieme a tante persone che hanno conosciuto e apprezzato Valentino Braitenberg di persona o per l’eredità scientifica e umana che ha lasciato. In prima fila a raccogliere simbolicamente l’omaggio al padre, anche la figlia, Carla Braitenberg.
«Intitolare questo hub a Valentino Braitenberg significa riconoscere la strada fatta dall'Ateneo a Rovereto e rinnovare la nostra vocazione alla ricerca interdisciplinare» ha commentato il rettore Flavio Deflorian nel suo intervento. «Nel 1998 è stato piantato qui il seme che ha portato alla nascita e alla crescita d'eccellenza del polo di scienze cognitive. Dedicare questo luogo a Braitenberg rende omaggio a una figura chiave per il nostro Ateneo e per la città stessa: un pioniere capace di anticipare di decenni i dibattiti sull'intelligenza artificiale e sul dialogo tra neuroscienze e tecnologia. Facciamo nostra la sua eredità e a chiunque vivrà questi spazi auguro di non perdere mai quel "piacere di capire" che per lui rappresentava la vera essenza della ricerca e il motore del progresso scientifico.»
«La storia e la grandezza di Rovereto si intrecciano da sempre con le traiettorie di persone che non sono necessariamente roveretane o trentine da generazioni, ma che per le contingenze della vita si sono trovate in una città attenta alla conoscenza e pronta ad abbracciare progetti visionari» ha detto la sindaca del Comune di Rovereto Giulia Robol nel suo intervento. «Valentino Braitenberg si è trovato qui quasi per caso e la città ha avuto il merito di accoglierlo, insieme a tante altre figure straordinarie con cui si è creato un vero e proprio cenacolo di confronto e crescita. L’intitolazione di oggi riconosce lo sforzo di una comunità che sa accogliere il sapere e le sfide del futuro, coltivando il coraggio di avviare percorsi ambiziosi e facendo della memoria un'esperienza viva per orientare le scelte di domani.»
«Oggi completiamo idealmente il percorso iniziato lo scorso 25 giugno con l'evento dedicato a Valentino Braitenberg e con la mostra al Museo di Scienze e Archeologia. Questa intitolazione non significa solo rendere omaggio a una delle menti più brillanti e visionarie delle neuroscienze e della cibernetica del Novecento, ma consente di attribuire un'identità precisa a uno spazio pubblico, tracciare una rotta e offrire un modello a cui ispirarsi. Grazie allo sforzo congiunto tra Provincia Autonoma, Università di Trento e Trentino Sviluppo, gli Edifici 10 e 14 saranno luoghi in cui si coltiverà il sapere, attirando talenti da tutto il mondo e consolidando il ruolo di Rovereto come punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione», così, il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli.
«Oggi raccogliamo l’eredità di Braitemberg e la proiettiamo verso il futuro» ha aggiunto Gianluca Esposito, direttore del nuovo Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, struttura che nei giorni scorsi ha visto riunirsi al suo interno le varie linee di ricerca e didattica dell’Ateneo a Rovereto. «È il primo giorno di quello che potremmo definire “DiPSCo 2.0”: una comunità più ampia e integrata, capace di riunire le diverse anime delle scienze psicologiche, cognitive e neuroscientifiche. Il Braitenberg Brain Research Hub avrà il compito di rendere visibile la continuità tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che saremo. Ci affida una responsabilità: mantenere viva la libertà del pensiero, coltivare la curiosità e favorire l’incontro tra discipline, persone e idee».
«Senza Braitenberg, probabilmente, molti di noi non sarebbero qui oggi a fare il lavoro che fanno» ha poi concluso Giorgio Vallortigara. Tanti di quelli che a Rovereto sono arrivati grazie a lui, erano presenti allo svelamento della targa in suo onore. «Dare il suo nome a questi spazi non è un gesto di circostanza. È un modo di dire che tutti noi continuiamo, certo più modestamente, quello che lui ha iniziato: guardare i cervelli — piccoli o grandi, biologici o artificiali — con la stessa curiosità irriverente, la stessa voglia di costruire per capire, e la stessa allergia per i confini disciplinari che lo hanno reso, prima di tutto, un uomo libero».
Oltre allo svelamento della targa, l’omaggio dell’Ateneo è raccolto anche nella collezione di foto e citazioni di Braitenberg allestite in atri, studi e laboratori.

Valentino Braitenberg
Estratto dall’intervento di Giorgio Vallortigara e dall’articolo di UniTrentoMag

«Io sono uno per il quale capire è stato sempre più importante che sapere. Il piacere di capire mi guida attraverso l’esistenza, dà senso alla mia vita, giustifica la mia attività».

Valentino Braitenberg nasce a Bolzano nel 1926, figlio del senatore Carl von Braitenberg, una famiglia della nobiltà sudtirolese. Cresce bilingue, italiano e tedesco, e questa doppia appartenenza, lo accompagnerà per tutta la vita, anche nei momenti in cui l'Alto Adige viveva le sue tensioni linguistiche e nazionali più aspre. Dice di sé, tuttavia, con la chiarezza un po' spiazzante che lo caratterizza: «Sono cittadino d'Europa e del mondo, e la questione della nazionalità non mi riguarda».
La carriera scientifica e accademica di Valentino Braitenberg è stata un percorso di respiro internazionale, marcato dalla volontà di leggere il presente e il futuro attraverso una prospettiva interdisciplinare. Dopo aver completato gli studi in medicina, neurologia e psichiatria a Innsbruck e Roma (1945-1954), inizia la sua attività di ricerca alla Yale School of Medicine negli Stati Uniti, dove incontra per la prima volta i pionieri della cibernetica — il matematico Norbert Wiener e il neurofisiologo Warren McCulloch, tra gli altri.
Torna in Italia e nel 1958, a Napoli, dove Edoardo Caianiello lo invita a far parte del nascente Istituto di Cibernetica. Vi rimane per un decennio. Nel 1968 si trasferisce in Germania: è tra i co-fondatori, insieme a Werner Reichardt, dell'Istituto Max Planck per la Cibernetica Biologica di Tubinga, che dirige fino al pensionamento nel 1994.
Una mente illuminata, un mentore, un visionario. Il legame tra lo studioso e Rovereto affonda le sue radici nel 1998, quando l'allora rettore Massimo Egidi lo chiama a guidare il neonato Laboratorio di Scienze cognitive, primo nucleo scientifico attorno a cui poi svilupperà l'intero polo universitario roveretano.

Lo scienziato – Dal punto di vista scientifico, Braitenberg è stato, prima di tutto un neuroanatomista, di una specie assai originale. Non si limitava a descrivere il cervello fibra per fibra: cercava le regolarità, le leggi quantitative nella struttura.
Studiò a lungo anche il cervelletto, cercando di capire come possa generare una precisione temporale così fine — il tipo di precisione che serve, per dire, a un musicista per suonare a tempo. Non è un caso che Valentino suonasse il violino, di cui era un cultore più che un dilettante.
Studiò soprattutto quei sistemi che oggi in neurobiologia etichettiamo come ‘piccoli sistemi di neuroni’, per esempio il sistema visivo della mosca, scoprendo un livello di precisione nel cablaggio delle singole fibre nervose che nessuno si aspettava in un cervello così piccolo.
Nel suo ufficio a Tübingen, al Max-Planck-Institut, Braitenberg concepì i celebri "veicoli pensanti", consacrati nel 1984 in un libro che dedicò, in italiano, "Alle mie creature". I veicoli pensanti sono macchinine elementari, dotate solo di sensori e motori, ma in grado di reagire a stimoli esterni. Il paradosso affascinante è che queste macchine generano comportamenti che noi umani non possiamo fare a meno di interpretare come vere e proprie emozioni: amore, aggressività, paura e simpatia. Una provocazione filosofica sottile e potente che oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale, risuona più attuale che mai. Braitenberg, d'altronde, lo aveva previsto con largo anticipo: “Scommetto che entro vent’anni riusciremo a costruire calcolatori in grado di parlare, di capire la nostra voce e di rispondere a tono. Ci arriveremo”.






Milano, Biblioteca Nazionale Braidense | UMBERTO ECO L'ISOLA DEL GIORNO PRIMA. Libri, mari e macchine del sapere | 2 ottobre 2026 - 10 gennaio 2027

“Ospitare Umberto Eco alla Biblioteca Braidense, a dieci anni dalla sua scomparsa – dichiara Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e Biblioteca Nazionale Braidense -, significa, innanzitutto, riportare in una istituzione profondamente legata alla storia del libro, della cultura e della città di Milano, uno degli intellettuali che più di ogni altro ha saputo attraversare e mettere in relazione saperi diversi. Considerando che la Biblioteca Braidense conserva tutta la collezione di libri antichi di Eco. La sua opera nasce dall’incontro continuo tra letteratura e filosofia, storia e arte, biblioteche e memoria, parola scritta e immagini. Questo approccio trova nella Braidense la sua sede ideale, perché la biblioteca non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio vivo nel quale il patrimonio diventa ricerca, conoscenza e occasione di confronto, in cui i libri continuano a generare domande, relazioni e nuove forme di conoscenza”. “La mostra – sottolinea Carlotta Eco, Direttore della Fondazione Umberto Eco - è un percorso tra libri antichi, romanzi, scienza e tecnologia che trasforma lo spazio espositivo in un luogo di scoperta, memoria e nuovi orizzonti dell’immaginazione”.

Promossa dalla Fondazione Umberto Eco e dalla Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense, con il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia, la mostra, curata da Carlotta Eco, Riccardo Fedriga e Marina Zetti, ruota attorno al romanzo L’isola del giorno prima, pubblicato nel 1994, che racconta la vicenda di Roberto de la Grive, un giovane nobile piemontese che, nell’estate del 1643, naufraga con la sua nave, l’Amarilli. Salvatosi, sale a bordo di un’altra imbarcazione apparentemente abbandonata, la Daphne, che si trova ancorata a circa un miglio da un’isola misteriosa, caratterizzata da flora e fauna esotiche. L’isola è vicina, ma per il protagonista è irraggiungibile: non sa nuotare, la nave è priva di scialuppe e le correnti gli impediscono l’approdo. Costretto a muoversi solo dopo il crepuscolo, a causa della sua fotofobia, Roberto trascorre il tempo ispezionando i segreti della nave e scrivendo intense lettere d'amore a una nobildonna lontana; sullo sfondo si intrecciano le grandi questioni scientifiche e filosofiche del Seicento.

Dopo aver riavvolto il filo dei ricordi, il protagonista inizia a dubitare di essere da solo: troppi dettagli, infatti, lo portano a credere che qualcun altro, sulla nave abbandonata, stia conducendo la sua esistenza esattamente come sta facendo lui.

L’iniziativa, in programma dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, si propone come un viaggio nel tempo tra letteratura, storia, scienza e navigazioni nei mari del Sud.

Il percorso espositivo propone 70 volumi e una serie di immagini originali che accompagnavano il racconto, provenienti dal patrimonio librario e scientifico della collezione di libri antichi di Umberto Eco e da quello dei fondi della Biblioteca Braidense. A questi, si aggiungono alcuni fogli manoscritti di Umberto Eco con disegni, annotazioni, riflessioni relative alla stesura del testo. I visitatori sono invitati a ripercorrere le esperienze vissute dal protagonista, attraverso strumenti creati appositamente per l’occasione che coinvolgeranno i sensi mediante la riproduzione di suoni, visioni e luci. Sono, inoltre, esposti alcuni degli strumenti di navigazione citati nel romanzo, concessi in prestito dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, da metaLAB Harvard, Berlin e xyComm, tra i quali, si segnala un quadrante del 1686, una bussola nautica del XVIII secolo, un anello astronomico con funzione di orologio solare del XVII secolo e una replica del telescopio di Galileo che riproduce fedelmente l’originale.

Accompagna la rassegna un programma di eventi collaterali, tra cui conferenze e incontri con studiosi che approfondiranno i temi trattati dalla mostra (calendario prossimamente su bibliotecabraidense.org) stessa. Per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni con famiglie è prevista una serie di visite guidate e laboratori, dal titolo Il viaggio delle meraviglie, che propone di esplorare le sezioni della mostra attraverso brevi attività creative - tra mappe, false credenze, macchine fantastiche, ricordi, metafore e creature immaginarie - per poi concludere l’esperienza di viaggio insieme alle famiglie con l’allestimento di una piccola “camera delle meraviglie” condivisa. Gli appuntamenti, in collaborazione con la Fondazione Pasquinelli, si terrano sabato 17 e 31 ottobre dalle 10.00 alle 12.00, sabato 14 e 28 novembre dalle 10.00 alle 12.00 e sabato 12 dicembre dalle 10.00 alle 12.00.

Milano, 1° ottobre 2026

L’ISOLA DEL GIORNO PRIMA.

Libri, mari e macchine del sapere

Milano, Biblioteca Nazionale Braidense (via Brera 28)

2 ottobre 2026 - 10 gennaio 2027

Orari: lunedì, 9.30 – 18.00 (accesso solo dalla Biblioteca, ultimo ingresso ore 17.30)

da martedì a venerdì: 9.30 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)

sabato e domenica: 9.30 – 18.00 (accesso solo dalla Pinacoteca di Brera, ultimo ingresso ore 17.30)

Ingresso libero

Informazioni:

www.bibliotecabraidense.org  





Museo del Tessuto di Prato | Conferenza stampa, 5 novembre 2026 | SNEAKER REVOLUTION

Prato, 1 ottobre 2026. Dalle piste di atletica ai parquet dell'NBA, dalle sottoculture urbane alle passerelle dell'alta moda, fino ai palazzi della politica e ai mercati finanziari globali: in poco più di un secolo la sneaker ha compiuto un percorso che nessun'altra calzatura aveva mai conosciuto. Nata come scarpa tecnica destinata allo sport, è diventata un simbolo generazionale, un oggetto di culto per collezionisti, un laboratorio di innovazione tecnologica, un accessorio di moda e uno dei prodotti più influenti dell'immaginario contemporaneo.

 

A questa straordinaria trasformazione è dedicata Sneaker Revolution, la grande mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e Beside Arts & Publishing, che aprirà al pubblico dal 6 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Prima esposizione in Italia ad affrontare il fenomeno delle sneaker attraverso una prospettiva storica, culturale, sociale e progettuale, la mostra ripercorre l'evoluzione di una semplice scarpa di gomma e tessuto che, nel corso del Novecento, è diventata uno dei principali indicatori dei cambiamenti della società contemporanea.

 

Pensata come un percorso multidisciplinare, la mostra mette in relazione storia del costume, design, innovazione tecnologica, sport, musica, comunicazione, moda, economia e sostenibilità, ricostruendo le ragioni che hanno trasformato le sneaker in un linguaggio universale capace di attraversare culture, generazioni e classi sociali.

 

Dalle prime suole in gomma vulcanizzata alle più recenti sperimentazioni nei materiali e nei processi produttivi, la storia delle sneaker attraversa oltre un secolo di ricerca tecnologica e manifatturiera, mettendo in relazione performance, estetica, cultura tessile e design. 

 

Il progetto nasce da un lavoro di ricerca che ha coinvolto studiosi, collezionisti, professionisti e realtà internazionali, dando vita a un racconto corale costruito attraverso modelli iconici, materiali d'archivio e prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private.

La curatela è affidata ad Arianna Sarti del Museo del Tessuto di Prato, insieme a Francesca Biagioli, fondatrice di Beside Arts & Publishing, con i contributi in catalogo di Gloria Maria Cappelletti, fondatrice di Red-Eye.world e docente NABA e Politecnico di Milano; Nicoletta De Menna, storica e studiosa di costume, autrice e interprete del podcast ANSA La Storia nell'Armadio; Antonio Mancinelli, scrittore, docente e editorialista del gruppo QN; Maurizio Ridolfo, autore, conduttore televisivo e docente NABA Milano; Gianluca Vitiello, conduttore radiofonico e esperto in Urban culture. Il catalogo comprende inoltre  un’intervista al coach Dan Peterson.

 

Numerosi i modelli iconici in mostra, tra cui Allbirds, Asics, Converse, Diadora, Fila, Golden Goose, New Balance, Nike, On, Onitsuka Tiger, Hidn-Ander, Puma, Reebok, Saye e Vans, provengono dalle collezioni storiche del Museo del Tessuto, dalla collezione di Marco Colombo e da collezioni private che hanno chiesto di restare anonime. Particolarmente significativi sono i modelli provenienti dagli archivi dei brand prestatori: adidas, Balenciaga, Gucci, Hogan/Tod's, Lotto, Prada, Superga.

Le aziende Coronet, Fessura, Id.Eight, Steve's, e Veja che partecipano al progetto espositivo, hanno donato alcuni modelli ecosostenibili alle collezioni del Museo del Tessuto. 

 

Ad accompagnare l'esposizione sarà un catalogo edito da Beside Arts & Publishing, con saggi approfonditi su tutte le sezioni espositive e un completo apparato di schede tecniche per ogni modello presente.


Crediti immagini: Nike Air Jordan 1, 1985; Converse Racer (scarpe da corsa) Chuck Taylor Athletic Shoes, 1950-1960; Hidn-Ander THREEDOME di Alessandro Viganò Anatomia di una sneaker; Adidas Robert Haillet / Stan Smith, 1963; Stivaletto sportivo femminile "Regent Keds" U.S. Rubber Company, Stati Uniti, 1920 circa; Puma Clyde Vaughn Bodē, 2007



Museo del Tessuto di Prato

Sneaker Revolution

6 Novembre 2026 – 2 Maggio 2027

 

Museo del Tessuto via Puccetti 3, Prato

Aperto dalle 10 alle 19, chiuso i lunedì

info@museodeltessuto.it

www.museodeltessuto.it










Alex Campisi @pizzalabo arriva in libreria con "Pizza Mania" per Mondadori Electa

Quante volte hai cercato la ricetta per la pizza perfetta, cambiando farina, percentuali di ingredienti, tempi di lievitazione e cottura, senza capire davvero cosa facesse la differenza? La verità è che non servono un forno a legna, un laboratorio professionale o attrezzature complicate. Ed è proprio da qui che nasce l’impostazione di questo libro. L’autore, Alex Campisi – pizzaiolo per passione conosciuto sui social come @pizzalabo – non si limita a spiegare come fare un impasto, ma insegna a comprendere perché una farina si comporta in un certo modo, come gestire lievitazione e maturazione, quale idratazione scegliere, quale lievito usare e come ottenere una cottura impeccabile anche con un normale forno di casa. Tra pizze in teglia e tonde, pizze americane, pizze al trancio, al padellino, ripiene, e tante idee dedicate agli aperitivi e allo street food, Pizza Mania è un manuale completo, una guida definitiva all’arte della pizza fatta in casa. Con un linguaggio chiaro e accessibile anche ai non esperti, ogni capitolo è pensato per accompagnarti passo dopo passo dalle basi teoriche alla pratica in ogni fase della preparazione: dalle variabili che influenzano il risultato ai segreti del forno domestico, dagli accorgimenti che possono fare la differenza ai consigli per conservare e riutilizzare l’impasto. Che tu sia alle prime armi o abbia già una buona esperienza, questo libro ti darà un metodo semplice e concreto per smettere di andare per tentativi e iniziare a fare scelte consapevoli. Ma soprattutto, per preparare, ogni volta, la migliore pizza possibile... direttamente nella tua cucina.

Alex Campisi, meglio conosciuto come @pizzalabo, con una community di oltre 500.000 follower sui suoi canali social, è un pizzaiolo che ama condividere quotidianamente contenuti dedicati alla pizza su Instagram. Oltre a essere un creator, tiene corsi di formazione, aiutando migliaia di appassionati a migliorare le proprie competenze e a comprendere tutti i processi che stanno dietro alla preparazione della pizza.





“La memoria dei segni”: Cutrofiano e il Leccese nelle fotografie di Donato De Donatis

“La memoria dei segni”: Cutrofiano e il Leccese nelle fotografie di Donato De Donatis

PISANI TRA LE “UNSTOPPABLE WOMEN 2026” DI STARTUPITALIA: «UN RICONOSCIMENTO CHE DEDICO ALLE DONNE CHE LAVORANO CON ME»

 Maria Cristina Pisani è stata inserita da StartupItalia nella lista delle Unstoppable Women 2026, che riconosce il ruolo di professioniste, founder, manager e ricercatrici che stanno lasciando il segno in Italia e nel mondo. 

Un nuovo riconoscimento per Pisani, già inserita da Forbes Italia tra le 100 donne di successo che, attraverso impegno e capacità di leadership, hanno contribuito alla crescita dell’Italia.

«Essere inserita tra le Unstoppable Women 2026 è per me motivo di grande soddisfazione e responsabilità – dichiara Maria Cristina Pisani –. Condividere questo riconoscimento con professioniste, founder, manager e ricercatrici che stimo e che ogni giorno contribuiscono a costruire il nostro futuro mi ricorda quanto sia importante continuare a creare spazio, opportunità e fiducia per le donne».

«Oggi tante donne stanno conquistando nuovi traguardi, ma molte altre continuano a incontrare ostacoli, difficoltà e porte più difficili da aprire. È per questo che credo che il nostro impegno debba avere un valore che vada oltre i risultati individuali. Quando una donna cresce, apre una strada. Quando una donna sostiene un’altra donna, quella strada diventa più larga».

Pisani sottolinea quindi la dimensione collettiva del riconoscimento: «Le soddisfazioni personali acquistano un significato ancora maggiore quando possono trasformarsi in energia, fiducia e speranza per altre donne. Voglio condividere questo momento con tutte coloro che, ogni giorno, lavorano per affermare il proprio talento e costruire nuove opportunità».

«Dedico questo riconoscimento – conclude Pisani – a tutte le donne straordinarie che lavorano con me*, alle loro capacità, alla loro determinazione e al contributo che ogni giorno danno al nostro lavoro e alla nostra crescita comune».




SPLIF - San Pasquale Libero Festival_ da domani tre giorni di cinema, musica, arte e incontri gratuiti al quartiere San Pasquale

Tre giorni di cinema, arti, incontri e partecipazione per la prima edizione di SPLIF - San Pasquale Libero Festival, un festival promosso dall’omonimo collettivo con un programma di appuntamenti gratuiti aperti alla cittadinanza.

Da domani, venerdì 2 ottobre, a domenica 4 ottobre, il quartiere San Pasquale ospiterà circa venti appuntamenti tra proiezioni cinematografiche, performance musicali, laboratori, incontri, passeggiate urbane, mostre e letture distribuiti nell’arco delle tre giornate.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e condivisione, valorizzando il quartiere e i suoi spazi attraverso attività culturali e momenti di confronto aperti al pubblico.

Tema della prima edizione sarà la “Trasformazione”, declinata attraverso i diversi linguaggi del festival e affrontata come occasione di riflessione sui cambiamenti che interessano la città, i suoi spazi e le comunità che li abitano.


La prima giornata, venerdì 2 ottobre, sarà dedicata al ruolo della fantasia e dell’immaginazione nella lettura e nella reinterpretazione degli spazi urbani. In piazza Domenico Cirillo sono in programma un laboratorio creativo e il talk “Fare cinema. A Bari?!”, con Andrea Costantino, Ruggiero Cristallo, Giovanni Pascali e Claudia Ostuni, moderato da Gazzaladra e con la partecipazione di Accademia del Cinema Ragazzi, AncheCinema, Arte Settima ed Expostmoderno. Alle 18 partirà inoltre da Veronero una passeggiata con Passo Passo, con arrivo alla Chiesa di San Pasquale e la partecipazione di Barinedita. La serata proseguirà nel cortile della Chiesa di San Pasquale con il live di Gaia Rollo, una lettura interpretata da Elvio Carrieri e la proiezione di Holy Motors di Leos Carax. 25-09-26 dal 2 al 4 ottobre SPL…


Sabato 3 ottobre il festival sarà dedicato a radici, legami e identità, anche attraverso l’immaginario calcistico biancorosso. In piazza Domenico Cirillo si terranno il laboratorio “Serigrafie biancorosse”, a cura di Pigment Workroom, e il talk “Fare calcio. A Bari?!”, con Michele Antonucci, Paolo Baldassarri, Raffaele Bianco e Claudio Petruzzelli, moderato da Davide Abrescia e con la partecipazione di Ideale Bari. È inoltre prevista una passeggiata con Passo Passo Run Club, con partenza da Le Coronarie e arrivo alla Chiesa di San Pasquale. Nel cortile della Chiesa di San Pasquale la giornata si concluderà con le esibizioni di Guido Cagiva e Roberto Jolle, una lettura interpretata da Cristò e la proiezione del film La Cocina di Alonso Ruizpalacios. 25-09-26 dal 2 al 4 ottobre SPL…


Domenica 4 ottobre l’attenzione si sposterà sul rapporto tra trasformazioni dello spazio urbano e partecipazione civica. In piazza Domenico Cirillo sono previsti un laboratorio di improvvisazione teatrale a cura di Improfficina e il talk “Fare turismo. A Bari?!”, con Gianfranco Viesti, Mariella Annese e Sergio Bisciglia, moderato da Antonio Di Siena, con la partecipazione di Barinedita, FILLEA, La Volpe, Scomodo e Zona Franka. Nel cortile della Chiesa di San Pasquale si terranno poi la proiezione dei cortometraggi Figlio di Giacomo Scoditti, Comando io di Pierdomenico Minafra e Cudd ie Crist di Ottavia Farchi, accompagnati da letture a cura di Millelibri, e il concerto conclusivo “NOIR” con Adolfo La Volpe, Gianlivio Liberti, Pierpaolo Martino e Roberto Ottaviano. 25-09-26 dal 2 al 4 ottobre SPL…


Ad arricchire il programma, in piazza della Chiesa di San Pasquale sarà allestita per tutte e tre le giornate la mostra “From Off to On – Xylella Fastidiosa” di Nicola Cavallera, mentre in via Maria Cristina di Savoia saranno presenti gli stand dedicati a magazine e riviste.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti alla cittadinanza.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Municipio 2 di Bari ed è vincitrice del Bando GO!, con il contributo del Programma FSE+ – Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Puglia, Priorità VII.

Te Lo Pido (Por Favor)

 

mercoledì 30 settembre 2026

Accademia del Cinema dei Ragazzi di San Pio: giunta approva progetto di adeguamento dello spazio all'aperto per spettacoli con capienza di mille spettatori

 Su proposta dell’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, la giunta ha approvato il progetto esecutivo di adeguamento dell’hub di innovazione sociale “Accademia del Cinema dei Ragazzi”, negli spazi dell’ex scuola Moro di San Pio, per lo svolgimento di attività di pubblico intrattenimento in struttura all’aperto.

L’intervento, finanziato con fondi del civico bilancio per un importo complessivo di 170mila euro, prevede l’adeguamento dell’attuale palco e l’allestimento degli spazi esterni per il pubblico, con la predisposizione di posti a sedere, e dei relativi impianti di supporto, al fine di consentire l’organizzazione di spettacoli cinematografici, teatrali o musicali. Il progetto di adeguamento, dunque, permetterà di autorizzare manifestazioni con capienza massima di 1.000 spettatori, che si svolgeranno all’esterno, nella duplice configurazione con posti a sedere o con posti in piedi.

L’area per lo svolgimento delle manifestazioni è individuata nel vecchio campo multifunzionale di pallacanestro/pallavolo che occupa una superficie complessiva, compresi gli spalti, di 843 metri quadri. Le gradinate, realizzate su entrambi i lati lunghi del campo, hanno una capienza di 352 posti a sedere. Sul campo, il “parterre”, troveranno spazio 596 posti a sedere: la capienza totale massima sarà dunque di 948 persone sedute, o, in alternativa, fino a 1000 posti anche in piedi.

L’area esterna, al termine dell’intervento, sarà quindi attrezzata come di seguito indicato:

•⁠ ⁠gradinate laterali in grado di ospitare sino a 352 posti a sedere, già esistenti, da riqualificare;

•⁠ ⁠sedie mobili, suddivise in settori, in grado di ospitare sino a 596 persone (saranno acquistate sedie monoscocca ignifughe in polipropilene agganciabili tra loro in modo da creare una platea organizzata);

•⁠ ⁠palco per artisti o per lo schermo di proiezione, già allestito, che sarà dotato di un nuovo impianto motorizzato per una più rapida installazione di luci e altoparlanti sul ring superiore;

•⁠ ⁠blocco di quattro servizi igienici, di cui uno accessibile alle persone con disabilità, da realizzare ex novo, con nuovi allacci, recinzione e illuminazione.

In un locale dell’adiacente ex plesso scolastico sarà, inoltre, assicurato il servizio di primo soccorso in loco.

Particolare attenzione è stata riservata al superamento della barriere architettoniche: la prima fila di sedie sarà, infatti, destinata a ospitare i posti riservati alle persone con capacità motoria ridotta. Negli spazi esterni, invece, sarà previsto un percorso con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con capacità motorie ridotte e che assicuri loro una fruibilità diretta delle attrezzature, dei parcheggi e dei servizi. Quando il percorso pedonale è adiacente alle zone non pavimentate, sarà realizzato un ciglio di immediata percezione, grazie all’ausilio di un bastone, sia visiva sia acustica. Nelle aree di parcheggio, infine, sono previsti posti auto riservati ai veicoli al servizio di persone con disabilità.

In tema di sicurezza, il progetto ha ottenuto il parere favorevole dei Vigili del Fuoco e comprende un impianto di illuminazione di emergenza, segnaletica di sicurezza, mezzi di protezione ed estintori.

“L’intervento di adeguamento degli spazi esterni dell’Accademia rappresenta l’ultimo tassello della riqualificazione complessiva di un polo culturale, sociale e di formazione, oltre che un prezioso presidio di socialità e legalità, nevralgico per il Municipio V come per l’intera città - commenta Domenico Scaramuzzi -. Si tratta di lavori che completano un percorso già avviato da tempo, che ha visto lo scorso anno potenziare gli allestimenti e le dotazioni tecnologiche dell’Accademia, con la realizzazione di una nuova tribuna telescopica motorizzata.

Oggi proseguiamo con convinzione lungo questa strada, immaginando un’Accademia del Cinema dei Ragazzi sempre più aperta, inclusiva e attrattiva ben oltre i confini della città”.

“L’Accademia rappresenta un luogo davvero speciale, in cui ragazzi e ragazze provenienti da tutta la Puglia possono frequentare un percorso biennale per diventare professionisti del cinema, completamente gratuito perché sostenuto dall’Accademia stessa e dal Comune di Bari - spiega l’assessora alle Culture Paola Romano -. Oltre ai corsi, l’Accademia offre moltissime attività, come servizi per i bambini e per le donne del quartiere San Pio, diventando luogo di incontro e confronto tra generazioni e persone, unite dalla passione per il cinema. Grazie all’Accademia tanti giovanissimi riescono a realizzare i loro sogni, anche se provengono da contesti non sempre facili: qualche giorno fa, a conclusione del percorso biennale, abbiamo consegnato ad alcuni di loro i diplomi e ho scoperto, con grande orgoglio, che molti dei neodiplomati hanno già iniziato a lavorare sul set della serie ‘I casi dell’avvocato Guerrieri’.

Con questa ultima tranche di lavori ampliamo ulteriormente il respiro delle attività dell’Accademia, che merita di diventare sempre più, per vocazione e impegno, un grande polo di produzione culturale, musicale, teatrale e cinematografica”










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