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giovedì 1 ottobre 2026
Svelata la classifica dei 10 conduttori più amati dagli italiani: 2 italiani su 3 premiano la capacità di moderare contro i toni violenti
Ciò che accade in televisione, alla radio e sul web non resta confinato al mondo dell’intrattenimento: il modo in cui le persone interagiscono e si parlano davanti a telecamere e microfoni può lasciare il segno anche al di fuori dei media. A fotografare la sensibilità degli italiani sul tema è la nuova indagine del comunicatore Filippo Poletti e Business Intelligence Group che restituisce l’immagine di un Paese sempre più attento e critico nei confronti del modo di comunicare. Secondo la ricerca, il 64% degli italiani attribuisce alle modalità comunicative aggressive di TV, radio e podcast un’influenza forte sui comportamenti nella vita quotidiana, con un voto medio di 8,1 su 10. Allo stesso tempo, l’81% del campione, con un voto medio di 8,6, riconosce nel confronto moderato ed equilibrato una leva capace di rigenerare i rapporti umani, un consenso pressoché unanime e trasversale a tutte le fasce d’età. Entrando più nel dettaglio però, emerge una frattura generazionale netta. Tra i 18-29enni, infatti, il legame tra comunicazione aggressiva e comportamenti quotidiani è percepito con un voto medio di appena 6,8 contro l’8,6 dei 50-59enni: un dato che segnala una minore consapevolezza proprio tra i più giovani, i più esposti ai linguaggi digitali. A conferma di questa distanza, l’indagine evidenzia che il 43% degli under 30 non sa indicare un modello di comunicazione garbata. Nel resto della popolazione, invece, il riferimento resta forte: il 42% degli italiani indica Fabrizio Frizzi come il conduttore che più di tutti ha saputo diffondere uno stile moderato e rispettoso, davanti a Corrado (24%) e Raimondo Vianello (20%).
A puntare i riflettori sul tema è Poletti, giornalista, Linkedin Top Voice e docente di social media a contratto all’Università di Pavia nel suo ultimo libro Il Presentatore Perfetto (2026, Guerini e Associati): “La televisione, la radio e il web non si limitano a raccontare la società, ma contribuiscono anche a modellare il modo in cui ci relazioniamo agli altri. Per questo dobbiamo abbandonare le esche dell’odio, dalla ‘slopaganda’ al ‘rage bait’, e tornare a comunicare con maggiore equilibrio e moderazione. Se vogliamo costruire una società più rispettosa, l’educazione al linguaggio e al confronto deve ripartire anche da qui”, afferma l’autore. E proprio per Filippo Poletti, Espresso Communication, in collaborazione con la community di Libreriamo, ha condotto un’ulteriore indagine da cui è stata stilata la top 10 dei conduttori più amati oggi dagli italiani.
A conquistare il primo posto in classifica è Stefano De Martino che, con il 79% dei consensi, si impone grazie a un carisma naturale e alla capacità di “svecchiare” l’intrattenimento della prima serata. Al secondo posto si posiziona Gerry Scotti (76%), apprezzato per il calore umano, l’empatia immediata con i concorrenti e quella rassicurante simpatia da “zio di famiglia” che lo rende un vero e proprio volto di casa per gli italiani. Sul terzo gradino del podio sale Paolo Bonolis (68%), riconosciuto per un linguaggio colto, ma dissacrante, una comicità surreale e un cinismo benevolo capace di smontare i cliché della televisione. Segue Alberto Angela (62%), diventato un punto di riferimento della divulgazione culturale grazie a un garbo eccezionale e a un’autorevolezza mai supponente, capace di rendere la storia affascinante per chiunque. Al quinto posto c’è Carlo Conti (59%), premiato per la conduzione impeccabile, la sobrietà, la misura e il rispetto per i tempi dello spettacolo. Amadeus si posiziona, invece, al sesto posto (53%), stimato per il ritmo televisivo impeccabile, l’umiltà e la capacità di intercettare i gusti di tutte le fasce d’età. Settima è Maria De Filippi (49%) che conquista per la pacatezza, la straordinaria capacità di ascolto e la totale assenza di giudizio morale nei confronti dei protagonisti dei suoi programmi. Segue Antonella Clerici (45%), scelta per una solarità contagiosa, un approccio genuino e quella costante sensazione di familiarità che riesce a trasmettere al pubblico. Al nono posto Milly Carlucci (41%), valorizzata per l’elegante rigore, la professionalità impeccabile e l’abilità di gestire macchine di grande intrattenimento spettacolare. A chiudere la classifica è Mara Venier (37%), scelta per la spontaneità travolgente, il calore e la capacità di far sentire ogni ospite “a casa”.
Le preferenze degli italiani però raccontano anche qualcosa di più: il ruolo che i conduttori possono giocare nel definire i modelli comunicativi della società. “Il pubblico continua a premiare una televisione capace di intrattenere senza rinunciare alla relazione e al rispetto. I conduttori più apprezzati sono molto diversi tra loro per stile, generazione e linguaggio, ma condividono la capacità di creare un rapporto autentico con chi li guarda. È proprio questa la sfida per la televisione di oggi: innovare i linguaggi senza trasformare il conflitto in spettacolo e senza dimenticare che ogni parola, soprattutto quando arriva a milioni di persone, può contribuire a costruire il clima della società in cui viviamo”, conclude Filippo Poletti.
La classifica, infatti, evidenzia anche come le preferenze cambino da una generazione all’altra, delineando gusti e modelli di conduzione piuttosto diversi. Per la Gen Z (1997-2012) spiccano Stefano De Martino, apprezzato per carisma e freschezza; Alessandro Cattelan, per uno stile di conduzione moderno, di derivazione americana, veloce e legato ai trend del web; Valerio Lundini, per la comicità nonsense e la decostruzione ironica dei meccanismi classici della televisione e Amadeus, stimato per aver aperto la tv generalista alla musica trap, ai giovani e ai creator digitali. I Millennial (1981-1996) guardano invece a Fiorello, lo showman per eccellenza, amato fin dai tempi di Karaoke per la sua maestria comica; Alberto Angela, diventato un’icona pop anche sul web grazie al connubio tra rigore scientifico ed eleganza; Paolo Bonolis, apprezzato per il cinismo intelligente e per aver accompagnato la loro infanzia e giovinezza con format storici e Maria De Filippi, figura di riferimento con cui sono cresciuti, capace di rinnovare costantemente i propri programmi. Tra i Boomer (1946-1964) emergono invece Milly Carlucci, per lo stile di conduzione classico, misurato e impeccabile dell’intrattenimento di gala; Gerry Scotti, presenza fissa dell’access prime time e percepito come un amico fidato e di famiglia; Mara Venier, amata per l’empatia senza filtri, la genuinità e la capacità di commuoversi e far commuovere e Carlo Conti, professionista solido e mai fuori dalle righe, garanzia di intrattenimento pulito per tutta la famiglia.
Ecco, dunque, la classifica dei 10 conduttori più amati oggi dagli italiani per la loro capacità di dialogo e moderazione:
1. Stefano De Martino (79%)
2. Gerry Scotti (76%)
3. Paolo Bonolis (68%)
4. Alberto Angela (62%)
5. Carlo Conti (59%)
6. Amadeus (53%)
7. Maria De Filippi (49%)
8. Antonella Clerici (45%)
9. Milly Carlucci (41%)
10. Mara Venier (37%)
UniTrento - Omaggio a Valentino Braitenberg, visionario curioso, geniale, libero. Oggi l'intitolazione del Braitenberg Brain Research Hub a Manifattura
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense | UMBERTO ECO L'ISOLA DEL GIORNO PRIMA. Libri, mari e macchine del sapere | 2 ottobre 2026 - 10 gennaio 2027
“Ospitare Umberto Eco
alla Biblioteca Braidense, a dieci anni dalla sua scomparsa – dichiara Angelo
Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e Biblioteca
Nazionale Braidense -, significa, innanzitutto, riportare in una istituzione profondamente
legata alla storia del libro, della cultura e della città di Milano, uno degli
intellettuali che più di ogni altro ha saputo attraversare e mettere in
relazione saperi diversi. Considerando che la Biblioteca Braidense conserva
tutta la collezione di libri antichi di Eco. La sua opera nasce dall’incontro
continuo tra letteratura e filosofia, storia e arte, biblioteche e memoria,
parola scritta e immagini. Questo approccio trova nella Braidense la sua sede
ideale, perché la biblioteca non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno
spazio vivo nel quale il patrimonio diventa ricerca, conoscenza e occasione di
confronto, in cui i libri continuano a generare domande, relazioni e nuove
forme di conoscenza”. “La mostra – sottolinea Carlotta Eco, Direttore della
Fondazione Umberto Eco - è un percorso tra libri antichi, romanzi, scienza e
tecnologia che trasforma lo spazio espositivo in un luogo di scoperta, memoria
e nuovi orizzonti dell’immaginazione”.
Promossa dalla Fondazione
Umberto Eco e dalla Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense, con il
patrocinio e il contributo di Regione Lombardia, la mostra, curata da Carlotta
Eco, Riccardo Fedriga e Marina Zetti, ruota attorno al romanzo L’isola del
giorno prima, pubblicato nel 1994, che racconta la vicenda di Roberto de la
Grive, un giovane nobile piemontese che, nell’estate del 1643, naufraga con la
sua nave, l’Amarilli. Salvatosi, sale a bordo di un’altra imbarcazione
apparentemente abbandonata, la Daphne, che si trova ancorata a circa un miglio
da un’isola misteriosa, caratterizzata da flora e fauna esotiche. L’isola è
vicina, ma per il protagonista è irraggiungibile: non sa nuotare, la nave è
priva di scialuppe e le correnti gli impediscono l’approdo. Costretto a
muoversi solo dopo il crepuscolo, a causa della sua fotofobia, Roberto
trascorre il tempo ispezionando i segreti della nave e scrivendo intense
lettere d'amore a una nobildonna lontana; sullo sfondo si intrecciano le grandi
questioni scientifiche e filosofiche del Seicento.
Dopo aver riavvolto il
filo dei ricordi, il protagonista inizia a dubitare di essere da solo: troppi
dettagli, infatti, lo portano a credere che qualcun altro, sulla nave
abbandonata, stia conducendo la sua esistenza esattamente come sta facendo lui.
L’iniziativa, in
programma dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, si propone come un viaggio nel
tempo tra letteratura, storia, scienza e navigazioni nei mari del Sud.
Il percorso espositivo
propone 70 volumi e una serie di immagini originali che accompagnavano il
racconto, provenienti dal patrimonio librario e scientifico della collezione di
libri antichi di Umberto Eco e da quello dei fondi della Biblioteca Braidense. A
questi, si aggiungono alcuni fogli manoscritti di Umberto Eco con disegni,
annotazioni, riflessioni relative alla stesura del testo. I visitatori sono
invitati a ripercorrere le esperienze vissute dal protagonista, attraverso
strumenti creati appositamente per l’occasione che coinvolgeranno i sensi
mediante la riproduzione di suoni, visioni e luci. Sono, inoltre, esposti
alcuni degli strumenti di navigazione citati nel romanzo, concessi in prestito
dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, da
metaLAB Harvard, Berlin e xyComm, tra i quali, si segnala un quadrante del 1686,
una bussola nautica del XVIII secolo, un anello astronomico con funzione di
orologio solare del XVII secolo e una replica del telescopio di Galileo che
riproduce fedelmente l’originale.
Accompagna la rassegna un
programma di eventi collaterali, tra cui conferenze e incontri con studiosi che
approfondiranno i temi trattati dalla mostra (calendario prossimamente su
bibliotecabraidense.org) stessa. Per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni con
famiglie è prevista una serie di visite guidate e laboratori, dal titolo Il
viaggio delle meraviglie, che propone di esplorare le sezioni della mostra
attraverso brevi attività creative - tra mappe, false credenze, macchine
fantastiche, ricordi, metafore e creature immaginarie - per poi concludere
l’esperienza di viaggio insieme alle famiglie con l’allestimento di una piccola
“camera delle meraviglie” condivisa. Gli appuntamenti, in collaborazione con la
Fondazione Pasquinelli, si terrano sabato 17 e 31 ottobre dalle 10.00 alle
12.00, sabato 14 e 28 novembre dalle 10.00 alle 12.00 e sabato 12 dicembre
dalle 10.00 alle 12.00.
Milano, 1° ottobre 2026
L’ISOLA DEL GIORNO PRIMA.
Libri, mari e macchine
del sapere
Milano, Biblioteca
Nazionale Braidense (via Brera 28)
2 ottobre 2026 - 10
gennaio 2027
Orari: lunedì, 9.30 –
18.00 (accesso solo dalla Biblioteca, ultimo ingresso ore 17.30)
da martedì a venerdì:
9.30 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
sabato e domenica: 9.30 –
18.00 (accesso solo dalla Pinacoteca di Brera, ultimo ingresso ore 17.30)
Ingresso libero
Informazioni:
Museo del Tessuto di Prato | Conferenza stampa, 5 novembre 2026 | SNEAKER REVOLUTION
Prato, 1 ottobre 2026. Dalle piste di atletica ai parquet dell'NBA, dalle sottoculture urbane alle passerelle dell'alta moda, fino ai palazzi della politica e ai mercati finanziari globali: in poco più di un secolo la sneaker ha compiuto un percorso che nessun'altra calzatura aveva mai conosciuto. Nata come scarpa tecnica destinata allo sport, è diventata un simbolo generazionale, un oggetto di culto per collezionisti, un laboratorio di innovazione tecnologica, un accessorio di moda e uno dei prodotti più influenti dell'immaginario contemporaneo.
A questa straordinaria trasformazione è dedicata Sneaker Revolution, la grande mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e Beside Arts & Publishing, che aprirà al pubblico dal 6 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Prima esposizione in Italia ad affrontare il fenomeno delle sneaker attraverso una prospettiva storica, culturale, sociale e progettuale, la mostra ripercorre l'evoluzione di una semplice scarpa di gomma e tessuto che, nel corso del Novecento, è diventata uno dei principali indicatori dei cambiamenti della società contemporanea.
Pensata come un percorso multidisciplinare, la mostra mette in relazione storia del costume, design, innovazione tecnologica, sport, musica, comunicazione, moda, economia e sostenibilità, ricostruendo le ragioni che hanno trasformato le sneaker in un linguaggio universale capace di attraversare culture, generazioni e classi sociali.
Dalle prime suole in gomma vulcanizzata alle più recenti sperimentazioni nei materiali e nei processi produttivi, la storia delle sneaker attraversa oltre un secolo di ricerca tecnologica e manifatturiera, mettendo in relazione performance, estetica, cultura tessile e design.
Il progetto nasce da un lavoro di ricerca che ha coinvolto studiosi, collezionisti, professionisti e realtà internazionali, dando vita a un racconto corale costruito attraverso modelli iconici, materiali d'archivio e prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private.
La curatela è affidata ad Arianna Sarti del Museo del Tessuto di Prato, insieme a Francesca Biagioli, fondatrice di Beside Arts & Publishing, con i contributi in catalogo di Gloria Maria Cappelletti, fondatrice di Red-Eye.world e docente NABA e Politecnico di Milano; Nicoletta De Menna, storica e studiosa di costume, autrice e interprete del podcast ANSA La Storia nell'Armadio; Antonio Mancinelli, scrittore, docente e editorialista del gruppo QN; Maurizio Ridolfo, autore, conduttore televisivo e docente NABA Milano; Gianluca Vitiello, conduttore radiofonico e esperto in Urban culture. Il catalogo comprende inoltre un’intervista al coach Dan Peterson.
Numerosi i modelli iconici in mostra, tra cui Allbirds, Asics, Converse, Diadora, Fila, Golden Goose, New Balance, Nike, On, Onitsuka Tiger, Hidn-Ander, Puma, Reebok, Saye e Vans, provengono dalle collezioni storiche del Museo del Tessuto, dalla collezione di Marco Colombo e da collezioni private che hanno chiesto di restare anonime. Particolarmente significativi sono i modelli provenienti dagli archivi dei brand prestatori: adidas, Balenciaga, Gucci, Hogan/Tod's, Lotto, Prada, Superga.
Le aziende Coronet, Fessura, Id.Eight, Steve's, e Veja che partecipano al progetto espositivo, hanno donato alcuni modelli ecosostenibili alle collezioni del Museo del Tessuto.
Ad accompagnare l'esposizione sarà un catalogo edito da Beside Arts & Publishing, con saggi approfonditi su tutte le sezioni espositive e un completo apparato di schede tecniche per ogni modello presente.
Museo del Tessuto di Prato
Sneaker Revolution
6 Novembre 2026 – 2 Maggio 2027
Museo del Tessuto via Puccetti 3, Prato
Aperto dalle 10 alle 19, chiuso i lunedì
Alex Campisi @pizzalabo arriva in libreria con "Pizza Mania" per Mondadori Electa
Quante volte hai cercato
la ricetta per la pizza perfetta, cambiando farina, percentuali di ingredienti,
tempi di lievitazione e cottura, senza capire davvero cosa facesse la differenza?
La verità è che non servono un forno a legna, un laboratorio professionale o attrezzature
complicate. Ed è proprio da qui che nasce l’impostazione di questo libro. L’autore,
Alex Campisi – pizzaiolo per passione conosciuto sui social come @pizzalabo – non
si limita a spiegare come fare un impasto, ma insegna a comprendere perché una farina
si comporta in un certo modo, come gestire lievitazione e maturazione, quale idratazione
scegliere, quale lievito usare e come ottenere una cottura impeccabile anche
con un normale forno di casa. Tra pizze in teglia e tonde, pizze americane,
pizze al trancio, al padellino, ripiene, e tante idee dedicate agli aperitivi e
allo street food, Pizza Mania è un manuale completo, una guida definitiva
all’arte della pizza fatta in casa. Con un linguaggio chiaro e accessibile
anche ai non esperti, ogni capitolo è pensato per accompagnarti passo dopo
passo dalle basi teoriche alla pratica in ogni fase della preparazione: dalle
variabili che influenzano il risultato ai segreti del forno domestico, dagli
accorgimenti che possono fare la differenza ai consigli per conservare e
riutilizzare l’impasto. Che tu sia alle prime armi o abbia già una buona
esperienza, questo libro ti darà un metodo semplice e concreto per smettere di
andare per tentativi e iniziare a fare scelte consapevoli. Ma soprattutto, per
preparare, ogni volta, la migliore pizza possibile... direttamente nella tua
cucina.
Alex Campisi, meglio
conosciuto come @pizzalabo, con una community di oltre 500.000 follower sui
suoi canali social, è un pizzaiolo che ama condividere quotidianamente contenuti
dedicati alla pizza su Instagram. Oltre a essere un creator, tiene corsi di formazione,
aiutando migliaia di appassionati a migliorare le proprie competenze e a comprendere
tutti i processi che stanno dietro alla preparazione della pizza.
PISANI TRA LE “UNSTOPPABLE WOMEN 2026” DI STARTUPITALIA: «UN RICONOSCIMENTO CHE DEDICO ALLE DONNE CHE LAVORANO CON ME»
Maria Cristina Pisani è stata inserita da StartupItalia nella lista delle Unstoppable Women 2026, che riconosce il ruolo di professioniste, founder, manager e ricercatrici che stanno lasciando il segno in Italia e nel mondo.
Un nuovo riconoscimento per Pisani, già inserita da Forbes Italia tra le 100 donne di successo che, attraverso impegno e capacità di leadership, hanno contribuito alla crescita dell’Italia.
«Essere inserita tra le Unstoppable Women 2026 è per me motivo di grande soddisfazione e responsabilità – dichiara Maria Cristina Pisani –. Condividere questo riconoscimento con professioniste, founder, manager e ricercatrici che stimo e che ogni giorno contribuiscono a costruire il nostro futuro mi ricorda quanto sia importante continuare a creare spazio, opportunità e fiducia per le donne».
«Oggi tante donne stanno conquistando nuovi traguardi, ma molte altre continuano a incontrare ostacoli, difficoltà e porte più difficili da aprire. È per questo che credo che il nostro impegno debba avere un valore che vada oltre i risultati individuali. Quando una donna cresce, apre una strada. Quando una donna sostiene un’altra donna, quella strada diventa più larga».
Pisani sottolinea quindi la dimensione collettiva del riconoscimento: «Le soddisfazioni personali acquistano un significato ancora maggiore quando possono trasformarsi in energia, fiducia e speranza per altre donne. Voglio condividere questo momento con tutte coloro che, ogni giorno, lavorano per affermare il proprio talento e costruire nuove opportunità».
«Dedico questo riconoscimento – conclude Pisani – a tutte le donne straordinarie che lavorano con me*, alle loro capacità, alla loro determinazione e al contributo che ogni giorno danno al nostro lavoro e alla nostra crescita comune».
SPLIF - San Pasquale Libero Festival_ da domani tre giorni di cinema, musica, arte e incontri gratuiti al quartiere San Pasquale
Tre giorni di cinema, arti, incontri e partecipazione per la prima edizione di SPLIF - San Pasquale Libero Festival, un festival promosso dall’omonimo collettivo con un programma di appuntamenti gratuiti aperti alla cittadinanza.
Da domani, venerdì 2 ottobre, a domenica 4 ottobre, il quartiere San Pasquale ospiterà circa venti appuntamenti tra proiezioni cinematografiche, performance musicali, laboratori, incontri, passeggiate urbane, mostre e letture distribuiti nell’arco delle tre giornate.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e condivisione, valorizzando il quartiere e i suoi spazi attraverso attività culturali e momenti di confronto aperti al pubblico.
Tema della prima edizione sarà la “Trasformazione”, declinata attraverso i diversi linguaggi del festival e affrontata come occasione di riflessione sui cambiamenti che interessano la città, i suoi spazi e le comunità che li abitano.
La prima giornata, venerdì 2 ottobre, sarà dedicata al ruolo della fantasia e dell’immaginazione nella lettura e nella reinterpretazione degli spazi urbani. In piazza Domenico Cirillo sono in programma un laboratorio creativo e il talk “Fare cinema. A Bari?!”, con Andrea Costantino, Ruggiero Cristallo, Giovanni Pascali e Claudia Ostuni, moderato da Gazzaladra e con la partecipazione di Accademia del Cinema Ragazzi, AncheCinema, Arte Settima ed Expostmoderno. Alle 18 partirà inoltre da Veronero una passeggiata con Passo Passo, con arrivo alla Chiesa di San Pasquale e la partecipazione di Barinedita. La serata proseguirà nel cortile della Chiesa di San Pasquale con il live di Gaia Rollo, una lettura interpretata da Elvio Carrieri e la proiezione di Holy Motors di Leos Carax. 25-09-26 dal 2 al 4 ottobre SPL…
Sabato 3 ottobre il festival sarà dedicato a radici, legami e identità, anche attraverso l’immaginario calcistico biancorosso. In piazza Domenico Cirillo si terranno il laboratorio “Serigrafie biancorosse”, a cura di Pigment Workroom, e il talk “Fare calcio. A Bari?!”, con Michele Antonucci, Paolo Baldassarri, Raffaele Bianco e Claudio Petruzzelli, moderato da Davide Abrescia e con la partecipazione di Ideale Bari. È inoltre prevista una passeggiata con Passo Passo Run Club, con partenza da Le Coronarie e arrivo alla Chiesa di San Pasquale. Nel cortile della Chiesa di San Pasquale la giornata si concluderà con le esibizioni di Guido Cagiva e Roberto Jolle, una lettura interpretata da Cristò e la proiezione del film La Cocina di Alonso Ruizpalacios. 25-09-26 dal 2 al 4 ottobre SPL…
Domenica 4 ottobre l’attenzione si sposterà sul rapporto tra trasformazioni dello spazio urbano e partecipazione civica. In piazza Domenico Cirillo sono previsti un laboratorio di improvvisazione teatrale a cura di Improfficina e il talk “Fare turismo. A Bari?!”, con Gianfranco Viesti, Mariella Annese e Sergio Bisciglia, moderato da Antonio Di Siena, con la partecipazione di Barinedita, FILLEA, La Volpe, Scomodo e Zona Franka. Nel cortile della Chiesa di San Pasquale si terranno poi la proiezione dei cortometraggi Figlio di Giacomo Scoditti, Comando io di Pierdomenico Minafra e Cudd ie Crist di Ottavia Farchi, accompagnati da letture a cura di Millelibri, e il concerto conclusivo “NOIR” con Adolfo La Volpe, Gianlivio Liberti, Pierpaolo Martino e Roberto Ottaviano. 25-09-26 dal 2 al 4 ottobre SPL…
Ad arricchire il programma, in piazza della Chiesa di San Pasquale sarà allestita per tutte e tre le giornate la mostra “From Off to On – Xylella Fastidiosa” di Nicola Cavallera, mentre in via Maria Cristina di Savoia saranno presenti gli stand dedicati a magazine e riviste.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e aperti alla cittadinanza.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Municipio 2 di Bari ed è vincitrice del Bando GO!, con il contributo del Programma FSE+ – Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Puglia, Priorità VII.
mercoledì 30 settembre 2026
Accademia del Cinema dei Ragazzi di San Pio: giunta approva progetto di adeguamento dello spazio all'aperto per spettacoli con capienza di mille spettatori
Su proposta dell’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi, la giunta ha approvato il progetto esecutivo di adeguamento dell’hub di innovazione sociale “Accademia del Cinema dei Ragazzi”, negli spazi dell’ex scuola Moro di San Pio, per lo svolgimento di attività di pubblico intrattenimento in struttura all’aperto.
L’intervento, finanziato con fondi del civico bilancio per un importo complessivo di 170mila euro, prevede l’adeguamento dell’attuale palco e l’allestimento degli spazi esterni per il pubblico, con la predisposizione di posti a sedere, e dei relativi impianti di supporto, al fine di consentire l’organizzazione di spettacoli cinematografici, teatrali o musicali. Il progetto di adeguamento, dunque, permetterà di autorizzare manifestazioni con capienza massima di 1.000 spettatori, che si svolgeranno all’esterno, nella duplice configurazione con posti a sedere o con posti in piedi.
L’area per lo svolgimento delle manifestazioni è individuata nel vecchio campo multifunzionale di pallacanestro/pallavolo che occupa una superficie complessiva, compresi gli spalti, di 843 metri quadri. Le gradinate, realizzate su entrambi i lati lunghi del campo, hanno una capienza di 352 posti a sedere. Sul campo, il “parterre”, troveranno spazio 596 posti a sedere: la capienza totale massima sarà dunque di 948 persone sedute, o, in alternativa, fino a 1000 posti anche in piedi.
L’area esterna, al termine dell’intervento, sarà quindi attrezzata come di seguito indicato:
• gradinate laterali in grado di ospitare sino a 352 posti a sedere, già esistenti, da riqualificare;
• sedie mobili, suddivise in settori, in grado di ospitare sino a 596 persone (saranno acquistate sedie monoscocca ignifughe in polipropilene agganciabili tra loro in modo da creare una platea organizzata);
• palco per artisti o per lo schermo di proiezione, già allestito, che sarà dotato di un nuovo impianto motorizzato per una più rapida installazione di luci e altoparlanti sul ring superiore;
• blocco di quattro servizi igienici, di cui uno accessibile alle persone con disabilità, da realizzare ex novo, con nuovi allacci, recinzione e illuminazione.
In un locale dell’adiacente ex plesso scolastico sarà, inoltre, assicurato il servizio di primo soccorso in loco.
Particolare attenzione è stata riservata al superamento della barriere architettoniche: la prima fila di sedie sarà, infatti, destinata a ospitare i posti riservati alle persone con capacità motoria ridotta. Negli spazi esterni, invece, sarà previsto un percorso con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con capacità motorie ridotte e che assicuri loro una fruibilità diretta delle attrezzature, dei parcheggi e dei servizi. Quando il percorso pedonale è adiacente alle zone non pavimentate, sarà realizzato un ciglio di immediata percezione, grazie all’ausilio di un bastone, sia visiva sia acustica. Nelle aree di parcheggio, infine, sono previsti posti auto riservati ai veicoli al servizio di persone con disabilità.
In tema di sicurezza, il progetto ha ottenuto il parere favorevole dei Vigili del Fuoco e comprende un impianto di illuminazione di emergenza, segnaletica di sicurezza, mezzi di protezione ed estintori.
“L’intervento di adeguamento degli spazi esterni dell’Accademia rappresenta l’ultimo tassello della riqualificazione complessiva di un polo culturale, sociale e di formazione, oltre che un prezioso presidio di socialità e legalità, nevralgico per il Municipio V come per l’intera città - commenta Domenico Scaramuzzi -. Si tratta di lavori che completano un percorso già avviato da tempo, che ha visto lo scorso anno potenziare gli allestimenti e le dotazioni tecnologiche dell’Accademia, con la realizzazione di una nuova tribuna telescopica motorizzata.
Oggi proseguiamo con convinzione lungo questa strada, immaginando un’Accademia del Cinema dei Ragazzi sempre più aperta, inclusiva e attrattiva ben oltre i confini della città”.
“L’Accademia rappresenta un luogo davvero speciale, in cui ragazzi e ragazze provenienti da tutta la Puglia possono frequentare un percorso biennale per diventare professionisti del cinema, completamente gratuito perché sostenuto dall’Accademia stessa e dal Comune di Bari - spiega l’assessora alle Culture Paola Romano -. Oltre ai corsi, l’Accademia offre moltissime attività, come servizi per i bambini e per le donne del quartiere San Pio, diventando luogo di incontro e confronto tra generazioni e persone, unite dalla passione per il cinema. Grazie all’Accademia tanti giovanissimi riescono a realizzare i loro sogni, anche se provengono da contesti non sempre facili: qualche giorno fa, a conclusione del percorso biennale, abbiamo consegnato ad alcuni di loro i diplomi e ho scoperto, con grande orgoglio, che molti dei neodiplomati hanno già iniziato a lavorare sul set della serie ‘I casi dell’avvocato Guerrieri’.
Con questa ultima tranche di lavori ampliamo ulteriormente il respiro delle attività dell’Accademia, che merita di diventare sempre più, per vocazione e impegno, un grande polo di produzione culturale, musicale, teatrale e cinematografica”
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