Quando i talebani tornano al potere, Marjan riconosce il rumore della Storia che cambia direzione. Non è la prima volta che deve reinventarsi. Da bambina si chiamava Rahima ed era stata cresciuta come un bacha posh, libera di correre per le strade come un figlio maschio. Poi sono arrivati un matrimonio imposto, la fuga, un nuovo nome scelto per sopravvivere, una seconda possibilità conquistata con fatica. Ora però c’è Hawa, sua figlia, e la paura che anche il suo futuro venga riscritto da altri.
Soraya non ha mai accettato di vivere nell’ombra: ha sfidato le aspettative della sua famiglia e le regole non scritte della città, scegliendo una strada che poche donne hanno il coraggio di percorrere. Adesso il suo nome circola sottovoce e le porte che un tempo si aprivano potrebbero richiudersi per sempre.
Mina è cresciuta davanti a una telecamera: il suo volto è familiare a tutti, la sua voce entra ogni sera nelle case. Ma quando il potere cambia volto, la visibilità può trasformarsi in una condanna.
Donne diverse, ma legate dallo stesso interrogativo: restare o partire? Tacere o farsi sentire? Mentre la città trattiene il respiro e le strade si riempiono di uomini armati e di sguardi abbassati, ciascuna di loro dovrà scegliere che cosa è disposta a perdere. Dall’intreccio dei loro destini nasce un grande romanzo corale su madri e figlie, su nomi che cambiano e identità che resistono.
Nadia Hashimi è figlia di immigrati afghani e autrice bestseller internazionale, pubblicata in oltre 19 Paesi. Tutti i suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Piemme, a partire dall’esordio Due splendidi destini, accolto con grande favore di pubblico e critica. Le sue storie familiari intense, ambientate in Afghanistan, hanno conquistato i lettori di tutto il mondo.
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