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venerdì 11 settembre 2026

MILITARI, L’INCOGNITA DELLE PENSIONI: A RISCHIO IL FUTURO DELLE NUOVE GENERAZIONI. IL 6 OTTOBRE A ROMA IL CONVEGNO NAZIONALE USMIA

 Roma, 11 settembre 2026. Il futuro previdenziale delle nuove generazioni di militari si profila come una delle questioni più delicate per il Comparto Difesa e Sicurezza. Trent’anni di stratificazione normativa, la coesistenza dei sistemi retributivo, misto e contributivo e una disciplina caratterizzata da istituti specifici hanno progressivamente reso più complesso il quadro pensionistico del personale in divisa. Una complessità che rende difficile per il singolo militare ricostruire con chiarezza la propria posizione previdenziale e, soprattutto, valutare quale prospettiva economica lo attenda al termine della carriera.

Una questione che assume oggi una rilevanza ancora maggiore. Il tema della previdenza del personale militare è entrato nel confronto in vista della prossima Legge di Bilancio, mentre il sistema pensionistico italiano si prepara a nuovi adeguamenti dei requisiti di accesso a partire dal 2027. Per il Comparto Difesa e Sicurezza la discussione si intreccia con una questione ancora più profonda: riconoscere sul piano previdenziale la specificità di professioni caratterizzate da particolari obblighi, requisiti di idoneità e condizioni operative.

È in questo scenario che si inserisce il Convegno nazionale “Militari e previdenza: il rischio di una nuova emergenza sociale. Previdenza, dignità e futuro del personale in divisa”, in programma martedì 6 ottobre 2026, dalle ore 9.30, presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX”, in Viale Castro Pretorio 95 a Roma, promosso da USMIA Interforze.

Il rischio è che il divario previdenziale tra le generazioni diventi sempre più marcato. Per il personale più giovane, il sistema contributivo assume infatti un peso determinante nella costruzione della pensione futura, ponendo in primo piano il tema dell’adeguatezza dei trattamenti e delle tutele necessarie per evitare che il passaggio da una generazione previdenziale all’altra produca, nel lungo periodo, conseguenze economiche e sociali difficili da sostenere.

A rendere il quadro ancora più delicato è la particolare natura della professione militare. La previdenza del personale in divisa non può essere separata dalle specificità che ne caratterizzano la carriera e il servizio. Valorizzazione dei servizi operativi, maggiorazioni, riscatti e ricongiunzioni rappresentano elementi che incidono sulla costruzione della posizione previdenziale e richiedono una conoscenza puntuale degli strumenti disponibili e delle conseguenze delle scelte compiute durante la vita professionale.

Un nodo centrale resta quello della previdenza complementare e integrativa, ancora largamente inattuata nel Comparto Difesa. Una criticità destinata ad assumere un peso crescente proprio per le generazioni soggette al sistema contributivo e che riporta al centro del dibattito la necessità di strumenti capaci di accompagnare il personale nella costruzione di un trattamento pensionistico adeguato.

Il problema non riguarda quindi soltanto l’età alla quale il militare potrà lasciare il servizio. Riguarda soprattutto con quali condizioni economiche arriverà alla pensione e quanto il sistema sarà in grado di riconoscere le peculiarità di una carriera militare.

La questione è ormai anche istituzionale. Nel confronto avviato nei mesi scorsi con le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago ha indicato la previdenza coerente con la specificità del personale come un capitolo fondamentale da affrontare nella prossima cornice della Legge di Bilancio.

Il Convegno nazionale del 6 ottobre si colloca dunque in un passaggio particolarmente significativo, nel quale alle criticità accumulate negli anni si affianca la necessità di individuare soluzioni per il personale più giovane prima che il divario previdenziale possa tradursi in un problema sociale di dimensioni più ampie.

Da qui l’attenzione alla previdenza dedicata al personale militare, alla valorizzazione dei servizi operativi, alle maggiorazioni, ai riscatti e alle ricongiunzioni. Nel corso della giornata saranno inoltre affrontate, attraverso simulazioni pratiche, le scelte previdenziali che possono incidere sulla posizione individuale nelle diverse fasi della carriera.

Il convegno riunirà i vertici delle APCSM e i responsabili delle strutture amministrative e stipendiali interforze, con l’obiettivo di affiancare all’approfondimento tecnico un confronto sulle prospettive future e sulle possibili direttrici di riforma.

«I militari svolgono ogni giorno un servizio essenziale per la sicurezza del Paese. È tempo di garantire loro un futuro previdenziale dignitoso e adeguato».

I lavori prenderanno il via alle 9.30 con i saluti istituzionali e la presentazione degli obiettivi del convegno. Seguiranno l’apertura dei lavori, gli approfondimenti sul sistema previdenziale del personale militare e la sessione dedicata alla previdenza specifica del comparto. La mattinata proseguirà con il question time, gli interventi delle APCSM e dei sindacati del Comparto Difesa e Sicurezza e le conclusioni.



CONVEGNO NAZIONALE

“Militari e previdenza: il rischio di una nuova emergenza sociale”

Previdenza, dignità e futuro del personale in divisa

Martedì 6 ottobre 2026, ore 9.30


Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX”

Viale Castro Pretorio 95, Roma  









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