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venerdì 14 agosto 2026

Accademia del Verde, decine di nuovi alberi, orto a terra a Sant'Anna e orto del mare a Torre a Mare, cittadini come "Custodi attivi del verde": il progetto pilota del Municipio 1. Pubblicato il bando da 60mila euro

 Istituzione dell’Accademia del Verde, realizzazione di orti urbani e sociali, forestazione urbana diffusa con decine di nuovi alberi e sottoscrizione di Patti di Collaborazione con la cittadinanza.

È disponibile on line a questo link l’avviso del Municipio 1 per la realizzazione del progetto “Radici Comuni: Percorsi di Educazione e Formazione al rispetto e alla tutela del territorio”. Il progetto, della durata di 12 mesi, è finalizzato alla promozione della cultura del bene comune, dell’educazione ambientale, della cittadinanza attiva e della cura partecipata del verde urbano negli otto quartieri del Municipio (Murat, San Nicola, Madonnella, Japigia, Libertà, Torre a Mare, San Giorgio e Sant’Anna).

Le risorse destinate sono pari a 60mila euro, con finanziamento a valere su quota parte dell’avanzo di amministrazione 2026, come deliberato dal Consiglio Municipale.

 

IL PROGETTO

 

“Radici Comuni” nasce come un’azione di pedagogia pubblica e civica. La transizione ecologica del Municipio 1 non può realizzarsi solo attraverso la fornitura di beni materiali (alberi o sementi), ma richiede innanzitutto una metamorfosi culturale: il passaggio dalla logica della “fruizione passiva” dello spazio pubblico a quella della “responsabilità condivisa”.

Nelle aree a più alta densità cementizia, l’intervento contrasta la “povertà d'esperienza” e l’analfabetismo biologico generati dall’asfalto, ricostruendo un legame di ecologia affettiva tra il cittadino e il proprio quartiere. Coltivare e custodire il verde urbano significa educare lo sguardo alla pazienza, alla cura dei dettagli, al rispetto dei tempi biologici e della biodiversità, offrendo un antidoto concreto al degrado e al vandalismo attraverso la bellezza.

In questa visione, la nascita dell’Accademia del Verde e la firma dei Patti di Collaborazione non sono formalismi burocratici, ma i pilastri di un nuovo patto di cittadinanza. Il progetto usa la terra e l’albero come formidabili abilitatori sociali, capaci di abbattere l’isolamento e generare fiducia reciproca. La vera infrastruttura che “Radici Comuni” intende edificare nei 12 mesi è una coscienza civica ecologica diffusa.

 

LE AZIONI

 

Il progetto promuove il rispetto dei beni pubblici e contrasta il degrado urbano nel Municipio 1 partendo dall’educazione civica e dalla cultura della cura, fulcro delle attività dell’Accademia del Verde. Il percorso guida i cittadini dall’aula (educazione, formazione tecnica e cittadinanza attiva erogata dall’Accademia) all’autonomia giuridica e materiale (Patti di Adozione, Patti di Collaborazione e cura continuativa a costo zero di cancelleria).

L’intervento sul territorio si diversifica in base alle caratteristiche urbanistiche dei quartieri.

 

1)     Forestazione urbana diffusa e Rigenerazione puntuale

Nei quartieri a densità cementizia o carenti di aree agricole (Murat, San Nicola, Libertà, Madonnella, San Giorgio), e in specifiche e diffuse aree del quartiere Japigia, il progetto prevede la piantumazione mirata di essenze arboree e di un numero potenziato di alberi adatti al clima mediterraneo urbano. Questo incremento, reso possibile dall’allocazione delle risorse ex-cancelleria, mira a incrementare le zone d’ombra, mitigare l’effetto isola di calore e migliorare la qualità dell’aria.

Su Japigia l’azione si concentrerà capillarmente su 5 zone strategiche:


·                                 aiuole incolte nella zona di via Caldarola che va dal Ponte Padre

 Pio/via Magna Grecia sino alla via Cavalieri di Vittorio Veneto

·                                 vasca di cemento ad angolo tra via Salapia e via dei Caduti Partigiani

·                                 aiuola ad angolo tra via Guglielmo Appulo e via Giorgio La Pira

·                                 aiuola in via Caduti Partigiani all’altezza dell’inizio del Mercato coperto

·                                 area incolta di via Suglia attigua a Parco Troisi.

 

2)     Orti urbani, sociali e attrattivi

Nelle ampie aree incolte e nei vuoti urbani di Sant’Anna si svilupperà il grande orto a terra, concepito come un hub strategico agro-ecologico e turistico. A Torre a Mare nascerà l'Orto sul mare, un’infrastruttura ad ampio raggio con moduli in cassone progettata con un’ampiezza e un impatto visivo tali da renderla un forte polo attrattivo per residenti e visitatori. A Japigia si interverrà con un’azione mirata di rilancio e riqualificazione di due complessi ortivi già esistenti, di cui uno strutturato stabilmente come orto sociale.

 

GLI OBIETTIVI

 

·                    Istituzione dell’Accademia del Verde: creazione di un polo formativo itinerante nel Municipio 1 per coordinare la didattica, i laboratori e la diffusione della cultura ecologica

·                    I Custodi Attivi del verde: formare “Custodi Attivi del Verde” attraverso i corsi dell’Accademia (cittadini residenti, associazioni locali e studenti)

·                    Recupero di suoli incolti e orti sociali/attrattivi

·                    Forestazione e piantumazione potenziata: acquistare e mettere a dimora tra i 70 e gli 80 nuovi alberi e una ricca dotazione di fiori e piante aromatiche/mediterranee nelle aree individuate d’intesa con il Municipio



·                    Istituzionalizzazione e apertura territoriale: sottoscrizione dei Patti di Collaborazione con il Municipio 1, per garantire la manutenzione partecipata e l’irrigazione dei nuovi alberi e degli orti (ottimizzando le procedure senza costi di cancelleria). I Patti disciplineranno in modo specifico il coinvolgimento attivo di parrocchie, comitati di quartiere, istituti scolastici di ogni ordine e grado, e l’apertura alla cittadinanza intera.

 

“Con il progetto Radici Comuni non stiamo realizzando un semplice intervento urbanistico, ma stiamo imprimendo una chiara direzione politica al futuro di Bari – ha spiegato la presidente del Municipio 1 Annamaria Ferretti -. Il cambiamento climatico in atto non ci impone solo interventi d’emergenza, ma una radicale transizione ecologica e culturale che parta dai quartieri. Strutturare una solida cultura ambientale significa attuare il fulcro del nostro programma di governo: trasformare lo spazio pubblico da area di consumo passivo a bene comune vivo, di cui l’intera cittadinanza si fa custode attiva.

Per dimostrare la centralità di questa visione, abbiamo compiuto una scelta politica netta: destinare l’intero avanzo di bilancio municipale, pari a 60 mila euro, a questo percorso pionieristico di pedagogia pubblica e rigenerazione urbana. È la dimostrazione di come una gestione amministrativa virtuosa possa tradursi in ecologia concreta. Riducendo a zero gli sprechi e azzerando persino i costi di cancelleria dei Patti di Collaborazione, ogni singolo euro risparmiato si trasforma direttamente in alberi, piante e suolo fertile per la nostra comunità. Questa è la nostra risposta locale alla sfida climatica globale.

Questo cambio di paradigma è stato colto appieno dal Consiglio del Municipio 1, che ha approvato la proposta con un consenso unanime che supera i confini partitici. Il voto convinto della maggioranza, unito a quello dei consiglieri di opposizione Impedovo e Amoruso, che ringrazio, dimostra che la salute del nostro territorio è una priorità assoluta. Davanti all’emergenza ambientale e alla necessità di combattere l’isolamento sociale attraverso la bellezza diffusa, Bari risponde unita. Abbiamo tracciato una rotta comune: la cura della terra e la costruzione della coscienza civica sono i pilastri universali su cui fondare la città del domani”.

 

Il termine ultimo di presentazione delle domande è fissato per le ore 23:59 del 10 settembre 2026.

Possono partecipare all’avviso i soggetti in possesso dei requisiti previsti dal bando, aventi forma giuridica di associazione culturale, cooperativa, fondazione, impresa individuale o collettiva operante prevalentemente nel campo della cultura, dell’educazione ambientale e della promozione del territorio. Il progetto deve prevedere una componente di cofinanziamento in natura: risorse umane volontarie, contributi di scuole, parrocchie, comitati di quartiere

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