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Il banner tradizionale è morto. La tua brand awareness merita molto di più di uno spazio ignorato

Il banner tradizionale è morto. La tua brand awareness merita molto di più di uno spazio ignorato. Nel 2026, la pubblicità online non è più una questione di semplici impression o click casuali: è una questione di ecosistema, autorevolezza e connessione reale con un pubblico altamente profilato e critico. Benvenuti nel Web 3.0 dell'informazione indipendente. Web Media Solutions & Convergenze Possibili non offrono semplici spazi pubblicitari, ma digital real estate ad alto impatto emotivo e culturale. Posizionare il tuo brand all'interno del nostro network significa intercettare una community nativa digitale, pensante, attiva e fedele, che cerca qualità e non rumore di fondo. 🚀 Perché i brand scelgono di esserci: Visibilità Selettiva e di Elite: Niente traffico artificiale o bot. Solo utenti reali, altamente coinvolti e pronti a recepire il valore del tuo marchio. Posizionamento Autorevole: Associa la tua azienda a un polo di innovazione culturale, media e dibattito indipendente che anticipa i trend del futuro. Coinvolgimento Multipiattaforma: Un’integrazione nativa tra web, contenuti editoriali e canali video che trasforma la pubblicità in un’esperienza memorabile. I posti per i partner strategici di questo trimestre sono rigorosamente limitati per garantire la massima esposizione a ogni singolo brand. Se la tua azienda ha una visione lungimirante e vuole distinguersi nel panorama digitale contemporaneo, non comprare semplice traffico: acquista uno spazio nella mente del tuo target. 📩 Fai il passo successivo: I brand interessati a riservare uno spazio esclusivo possono richiedere il media kit e le tariffe scrivendo direttamente a: forum.convergenzepossibili@gmail.com

lunedì 17 agosto 2026

NOTTE VERDE, APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO DI ALTA FORMAZIONE IN GIORNALISMO DI PACE: “NON C’È FUTURO SENZA GIUSTIZIA AMBIENTALE”

 Dal 29 al 31 agosto a Castiglione d’Otranto, nell’ambito della XV edizione della Notte Verde, tre giornate di formazione dedicate al rapporto tra informazione, conflitti, migrazioni e crisi ambientale. Il corso è accreditato dall’Ordine dei Giornalisti ed è aperto gratuitamente anche a studenti, operatori e operatrici, attivisti e cittadinanza. Iscrizioni fino al 28 agosto.

Non c’è futuro senza giustizia ambientale. E non può esserci giustizia senza un’informazione capace di riconoscere e raccontare i nessi tra guerre, migrazioni forzate, crisi climatica, sfruttamento del lavoro, diritto al cibo e devastazione degli ecosistemi. Da questa consapevolezza nasce la seconda edizione del Corso di alta formazione in Giornalismo di Pace “Non c’è futuro senza giustizia ambientale”, in programma dal 29 al 31 agosto 2026 a Castiglione d’Otranto, all’interno della quindicesima edizione della “Notte Verde – Pace Agriculture Utopie Comunità”.

Il corso è promosso dal GUS – Gruppo Umana Solidarietà “G. Puletti” e da Casa delle Agriculture “Tullia e Gino”, in collaborazione con la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino e il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di Pisa, con il patrocinio della Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace) e dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia. Il coordinamento scientifico è affidato a Federico Oliveri, filosofo del diritto e ricercatore del Centro Scienze per la Pace. Il corso è gratuito ed è accreditato dall’Ordine dei Giornalisti: per ognuno dei cinque moduli sono riconosciuti dai 2 ai 4 crediti formativi, per complessivi 18 crediti. È indispensabile l’iscrizione sulla piattaforma dedicata alla formazione professionale continua, mentre per tutti gli altri è necessaria l’iscrizione attraverso l’apposito modulo online, al seguente link: https://tinyurl.com/333ke8j8 . Le iscrizioni resteranno aperte fino al 28 agosto 2026.

“Abbiamo scelto di investire sulla formazione perché il modo in cui raccontiamo il mondo contribuisce anche a costruirlo – dichiara Cristina Martella, presidente del GUS – Gruppo Umana Solidarietà “G. Puletti”. – Parlare di giornalismo di pace non significa cercare narrazioni rassicuranti o sottrarre il conflitto dal racconto. Significa, al contrario, avere gli strumenti per attraversarne la complessità, ricostruirne le cause, nominare le responsabilità e restituire voce e soggettività alle persone troppo spesso ridotte a numeri. Migrazioni, guerre, crisi climatica, sfruttamento del lavoro e disuguaglianze non sono fenomeni separati: imparare a raccontarne le connessioni è oggi una responsabilità che riguarda il giornalismo, ma anche la società nel suo insieme”.

Tre giornate per interrogare il ruolo e la responsabilità dell’informazione di fronte alle grandi fratture del presente: la narrazione delle migrazioni e delle frontiere; il rapporto tra informazione, razzismo e linguaggio; il racconto delle guerre e dei conflitti. E poi, la crisi climatica e ambientale, le filiere agroalimentari, lo sfruttamento del lavoro e il diritto al cibo, gli strumenti e le pratiche per costruire un giornalismo capace di restituire complessità ai fenomeni e voce alle persone e alle comunità coinvolte.

A confrontarsi con partecipanti e partecipanti saranno relatori, giornaliste e giornalisti provenienti da tutta Italia: tra gli altri, Serena Fasiello, vicepresidente dell’ordine dei Giornalisti di Puglia; Giuseppe Putignano, Scuola di Reportage narrativo “A.Leogrande”; Antonio Ciniero, docente UniSalento; Angelo Cleopazzo, Diritti a Sud; Duccio Facchini, direttore Altreconomia; Francesco Paniè, giornalista di Terranuova; Marzia Baldari, giornalista freelance e collaboratrice del fattoquotidiano.it; Chiara Cruciati, vicedirettrice de “il manifesto”; Filippo Taglieri, giornalista del collettivo FADA.  

Il Corso di Alta Formazione si inserisce nel programma della Notte Verde – Pace, Agriculture, Utopie, Comunità, che dal 29 al 31 agosto attraverserà Castiglione d’Otranto con incontri, dialoghi, laboratori, mostre, installazioni, pratiche agricole e momenti di confronto pubblico. “La scelta di portare un corso di giornalismo di pace dentro la Notte Verde non è casuale. La quindicesima edizione del festival – spiegano da Casa delle Agriculture Tullia e Gino - mette infatti al centro i Diritti della Terra, assumendo come prospettiva politica l’impossibilità di separare la pace dalla giustizia sociale e ambientale, scegliendo di interrogare anche il ruolo dell’informazione e la responsabilità di chi racconta il presente”.

 

 

Il GUS – Gruppo Umana Solidarietà “GUIDO PULETTI” APS

Il G.U.S. Gruppo Umana Solidarietà Guido Puletti APS nasce nel 1993 dall’impegno di volontarie e volontari attive/i a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra nella ex Jugoslavia e dedica il proprio nome a Guido Puletti, giornalista e attivista ucciso durante una missione umanitaria in Bosnia ed Erzegovina. L’Organizzazione promuove solidarietà sociale, pace e tutela dei diritti umani attraverso interventi orientati all’inclusione, alla coesione sociale, all’educazione alla cittadinanza globale, al contrasto della povertà educativa, alla cooperazione allo sviluppo e alla risposta alle emergenze umanitarie. Nel corso degli anni ha sviluppato un metodo di lavoro fondato sull’ascolto dei bisogni, sulla presa in carico multidisciplinare, sulla collaborazione con le reti territoriali e sulla costruzione di percorsi capaci di coniugare tutela dei diritti, partecipazione, empowerment e sviluppo sostenibile delle comunità.

 

CASA DELLE AGRICULTURE

Casa delle Agriculture è una realtà nata nel Sud Salento e composta dall’organizzazione di volontariato Casa delle AgriCulture “Tullia e Gino”, fondata nel 2013, e dalla omonima cooperativa agricola avviata nel 2018. Sperimenta nuove forme di autogoverno del territorio, lavorando per creare le condizioni perché costruire futuro nei piccoli paesi e nelle aree marginali torni a essere una possibilità concreta. Al centro della sua azione c’è la cura della terra, attraverso il recupero dei terreni abbandonati e della biodiversità, un’agricoltura sostenibile e non elitaria, pratiche di inclusione sociale, eco-pedagogia e accesso democratico al cibo e alla cultura.





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