Dal 29 al 31 agosto a Castiglione d’Otranto, nell’ambito della XV edizione della Notte Verde, tre giornate di formazione dedicate al rapporto tra informazione, conflitti, migrazioni e crisi ambientale. Il corso è accreditato dall’Ordine dei Giornalisti ed è aperto gratuitamente anche a studenti, operatori e operatrici, attivisti e cittadinanza. Iscrizioni fino al 28 agosto.
Non c’è futuro senza
giustizia ambientale. E non può esserci giustizia senza un’informazione capace
di riconoscere e raccontare i nessi tra guerre, migrazioni forzate, crisi
climatica, sfruttamento del lavoro, diritto al cibo e devastazione degli
ecosistemi. Da questa consapevolezza nasce la seconda edizione del Corso di
alta formazione in Giornalismo di Pace “Non c’è futuro senza giustizia
ambientale”, in programma dal 29 al 31 agosto 2026 a Castiglione d’Otranto,
all’interno della quindicesima edizione della “Notte Verde – Pace Agriculture Utopie
Comunità”.
Il corso è promosso dal
GUS – Gruppo Umana Solidarietà “G. Puletti” e da Casa delle Agriculture “Tullia
e Gino”, in collaborazione con la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di
Camerino e il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di
Pisa, con il patrocinio della Rete delle Università Italiane per la Pace
(RUniPace) e dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia. Il coordinamento
scientifico è affidato a Federico Oliveri, filosofo del diritto e ricercatore
del Centro Scienze per la Pace. Il corso è gratuito ed è accreditato
dall’Ordine dei Giornalisti: per ognuno dei cinque moduli sono riconosciuti dai
2 ai 4 crediti formativi, per complessivi 18
crediti. È indispensabile l’iscrizione sulla piattaforma dedicata alla formazione
professionale continua, mentre per tutti gli altri è necessaria l’iscrizione
attraverso l’apposito modulo online, al seguente link: https://tinyurl.com/333ke8j8
. Le iscrizioni resteranno aperte fino
al 28 agosto 2026.
“Abbiamo
scelto di investire sulla formazione perché il modo in cui raccontiamo il mondo
contribuisce anche a costruirlo – dichiara Cristina Martella, presidente del GUS –
Gruppo Umana Solidarietà “G. Puletti”. – Parlare
di giornalismo di pace non significa cercare narrazioni rassicuranti o
sottrarre il conflitto dal racconto. Significa, al contrario, avere gli
strumenti per attraversarne la complessità, ricostruirne le cause, nominare le
responsabilità e restituire voce e soggettività alle persone troppo spesso
ridotte a numeri. Migrazioni, guerre, crisi climatica, sfruttamento del lavoro
e disuguaglianze non sono fenomeni separati: imparare a raccontarne le
connessioni è oggi una responsabilità che riguarda il giornalismo, ma anche la
società nel suo insieme”.
Tre giornate per
interrogare il ruolo e la responsabilità dell’informazione di fronte alle
grandi fratture del presente: la narrazione delle migrazioni e delle frontiere;
il rapporto tra informazione, razzismo e linguaggio; il racconto delle guerre e
dei conflitti. E poi, la crisi climatica e ambientale, le filiere
agroalimentari, lo sfruttamento del lavoro e il diritto al cibo, gli strumenti
e le pratiche per costruire un giornalismo capace di restituire complessità ai
fenomeni e voce alle persone e alle comunità coinvolte.
A confrontarsi con
partecipanti e partecipanti saranno relatori, giornaliste e giornalisti
provenienti da tutta Italia: tra gli altri, Serena Fasiello, vicepresidente dell’ordine dei Giornalisti di
Puglia; Giuseppe Putignano, Scuola di Reportage narrativo “A.Leogrande”;
Antonio Ciniero, docente UniSalento; Angelo Cleopazzo, Diritti a
Sud; Duccio Facchini, direttore Altreconomia; Francesco Paniè, giornalista
di Terranuova; Marzia Baldari, giornalista freelance e collaboratrice
del fattoquotidiano.it; Chiara Cruciati, vicedirettrice de “il
manifesto”; Filippo Taglieri, giornalista del collettivo FADA.
Il Corso di Alta
Formazione si inserisce nel programma della Notte Verde – Pace, Agriculture,
Utopie, Comunità, che dal 29 al 31 agosto attraverserà Castiglione d’Otranto
con incontri, dialoghi, laboratori, mostre, installazioni, pratiche agricole e
momenti di confronto pubblico. “La scelta
di portare un corso di giornalismo di pace dentro la Notte Verde non è casuale.
La quindicesima edizione del festival – spiegano da Casa delle Agriculture Tullia e Gino - mette infatti al centro i Diritti della Terra, assumendo come
prospettiva politica l’impossibilità di separare la pace dalla giustizia
sociale e ambientale, scegliendo di interrogare anche il ruolo
dell’informazione e la responsabilità di chi racconta il presente”.
Il GUS – Gruppo Umana Solidarietà “GUIDO PULETTI”
APS
Il G.U.S. Gruppo Umana
Solidarietà Guido Puletti APS nasce nel 1993 dall’impegno di volontarie e
volontari attive/i a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra nella ex
Jugoslavia e dedica il proprio nome a Guido Puletti, giornalista e attivista ucciso
durante una missione umanitaria in Bosnia ed Erzegovina. L’Organizzazione
promuove solidarietà sociale, pace e tutela dei diritti umani attraverso
interventi orientati all’inclusione, alla coesione sociale, all’educazione alla
cittadinanza globale, al contrasto della povertà educativa, alla cooperazione
allo sviluppo e alla risposta alle emergenze umanitarie. Nel corso degli anni
ha sviluppato un metodo di lavoro fondato sull’ascolto dei bisogni, sulla presa
in carico multidisciplinare, sulla collaborazione con le reti territoriali e
sulla costruzione di percorsi capaci di coniugare tutela dei diritti,
partecipazione, empowerment e sviluppo sostenibile delle comunità.
CASA DELLE AGRICULTURE
Casa delle Agriculture è
una realtà nata nel Sud Salento e composta dall’organizzazione di volontariato
Casa delle AgriCulture “Tullia e Gino”, fondata nel 2013, e dalla omonima cooperativa
agricola avviata nel 2018. Sperimenta nuove forme di autogoverno del
territorio, lavorando per creare le condizioni perché costruire futuro nei
piccoli paesi e nelle aree marginali torni a essere una possibilità concreta.
Al centro della sua azione c’è la cura della terra, attraverso il recupero dei
terreni abbandonati e della biodiversità, un’agricoltura sostenibile e non
elitaria, pratiche di inclusione sociale, eco-pedagogia e accesso democratico
al cibo e alla cultura.

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