Tricase, Casa Betania. Si è spento Enzo Bitonti, storico direttore della fotografia della Rai, figura simbolo di una stagione irripetibile del servizio pubblico e testimone diretto dei grandi eventi del Novecento. Nelle sue ultime ore ha ricevuto la benedizione del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme in visita nel Salento: un legame profondo, quello con la Terra Santa, che insieme all’Africa gli è sempre rimasto nel cuore, accompagnandolo fino alla fine.
Nato a Tricase nel 1933, figlio d’arte del fotografo Guerino (detto Salvatore, premiato dal Ministero delle Corporazioni), Bitonti cresce tra le camere oscure del Salento prima di trasferirsi a Roma per perfezionarsi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Entrato in Rai nel 1960, la sua carriera attraversa oltre quarant’anni di TV: dagli esordi come cameraman accanto a maestri come Alberto Manzi (Telescuola), Mario Bernacca ed Enzo Tortora, fino ai grandi reportage internazionali che lo hanno visto protagonista e narratore fotografico nei punti caldi del pianeta.
La sua telecamera ha registrato la storia nel suo farsi.
I fronti di guerra e le crisi globali: Inviato in Medio Oriente con Massimo Sani, ha documentato la Guerra dei Sei Giorni del 1967 (intervistando Albert Sabin, Golda Meir e Moshe Dayan) per poi tornare sul campo durante la Guerra del Kippur e negli anni '80 tra Golan e Siria. Tra le sue missioni, anche i reportage nella Rhodesia di Ian Smith e nell’Uganda di Idi Amin Dada, i documentari negli Stati Uniti con Gianni Bisiach e i reportage d'inchiesta sulle piaghe italiane (dall'Anonima Sequestri alla 'ndrangheta).
E ancora, ha documentato i grandi snodi del secolo: È stato tra i reporter presenti sul posto per documentare il clima politico e sociale durante la caduta del Muro di Berlino, oltre ad aver firmato lavori di enorme pregio storico come il docufilm Martin Lutero (1983), girato nella Germania dell'Est e proiettato a Tricase nel gennaio 2025 in un evento celebrativo patrocinato dalla Diocesi e dal Comune.
Da ricordare i viaggi papali e l’attenzione per la cultura: nel 1964 seguì lo storico viaggio di Papa Paolo VI in India (ricevendo in dono un'opera bronzea di Giacomo Manzù dal Vaticano). Ha firmato la fotografia di pietre miliari della televisione come il monumentale film-inchiesta Italia in guerra (1983) con Massimo Sani e lo storico Giorgio Rochat — opera in sei episodi girata sui principali fronti mondiali e ancora oggi trasmessa su Rai Storia — e ha collaborato con icone della cultura come Giorgio Strehler, Vittorio Gassman, i fratelli Taviani, Liliana Cavani, Federico Zeri, Mario Schifano e Luciano Ventrone.
Uomo di raffinata sensibilità visiva, Bitonti ha spaziato anche nella musica leggera, firmando nel 1980 in Egitto la fotografia del videoclip di Franco Battiato per il brano La Fantasia dei Popoli.
Nonostante una vita trascorsa sui set di tutto il mondo e la residenza romana, Enzo Bitonti non ha mai reciso il cordone ombelicale con il Salento, tornando ogni estate nella sua casa affacciata sul Ciolo e a Tricase, la sua "piccola patria".
Con lui se ne va uno degli ultimi maestri capaci di trasformare la luce in memoria collettiva, lasciando in eredità al Paese un patrimonio di immagini che sono parte integrante della storia televisiva d'Italia.

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